Lettera aperta di Confturismo sui trasporti
“Paghiamo la mancanza di un sistema regionale”
lunedì 22 febbraio 2010 18.49“Il settore del trasporto aereo in Sardegna è ancora una volta oggetto di grande attenzione. Probabilmente per due motivi: per la sua importanza per la vita e lo sviluppo della regione (un’isola, è bene non dimenticarlo) e per l’assenza di un vero e proprio sistema (ragione questa che determina azioni disordinate e indebolisce la capacitĂ di programmazione e definizione di accordi con i vettori aerei).
Grande attenzione suscita in particolare la situazione dello scalo di Alghero, interessato negli ultimi anni da un’attività sperimentale di collaborazione con uno dei vettori aerei più innovativi degli ultimi tempi, la compagnia irlandese Ryanair.
L’innovatività del sistema sperimentato nel “Riviera del Corallo” nasce da una sinergica collaborazione tra gli enti di governo del territorio e un privato operante nel trasporto aereo. Con ricadute positive sul numero degli arrivi nel Nord ovest dell’Isola. E sul resto della regione (la mobilità dei turisti a prescindere dalla porta di accesso non è da sottovalutare).
In queste poche righe, un osservatore attento, può cogliere tutte le criticità della situazione. A partire dalla preoccupazione degli operatori per una possibile riduzione degli arrivi che, se pur non interessavano la sola “economia ufficiale”, riescono a dare un’opportunità di sviluppo ai nostri imprenditori. Alcuni dei quali sono stati in grado di coglierla.
La stessa mancanza di una organizzazione unitaria per la contrattazione tra la Regione (soggetto finanziatore delle politiche di co-marketing regionale e istituzionalmente preposto alla individuazione delle strategie di sviluppo del prodotto Sardegna e alla sua contestuale accessibilità “fisica”) e le compagnie aeree ha evidenziato come non si possa contare su un vero e proprio sistema dei trasporti, all’interno del quale gli scali isolani possano muoversi per garantire la migliore attuazione delle indicazioni della governance territoriale.
Questa mancanza ha prodotto anche quello che oggi viene definito “il caso Ryanair”.
Difatti, negli anni, a fronte della mancata “visione” per lo sviluppo unitario dei trasporti da e per la Sardegna, ci si è affidati (e proprio il caso di dirlo) ad un unico soggetto che, negli anni, ha dimostrato di poter e saper offrire alla Regione tante opportunità da cogliere. Una porta sul mondo.
Tuttavia, il nostro partner, doveva aiutarci a sperimentare. A comprendere che un sistema di trasporto aereo accessibile è non solo necessario, ma addirittura vitale per consentirci di poter rendere “fruibile” la nostra isola e, di conseguenza, rendere più vicino il resto del mondo per i nostri conterranei. Con benefici indubbi anche per il nostro prodotto turistico.
Il vero problema è stato la mancanza di una programmazione seria. Da attivare sulla base dei risultati della sperimentazione e rilanciare prima ancora che il nostro partner, a ragion veduta (le regole del mercato sono imperanti anche nel trasporto aereo), acquisisse una posizione dominante rispetto ai suoi interlocutori (e finanziatori).
E’ normale che oggi ci si preoccupi. Non solo per la probabile dipartita del partner dominante. Ma soprattutto perché la poca attenzione delle istituzioni fa temere per la possibilità di costruire ora alternative credibili.
Come dire: fino ad oggi siamo stati in attesa degli eventi, pur con la rassicurante e utile presenza di Ryanair, e oggi, nell’emergenza, si promette di creare un sistema di trasporto aereo in poco tempo con il coinvolgimento di tanti vettori che, fino ad oggi, non sono stati coinvolti sulla gestione delle rotte “low cost” da e per la Sardegna? Con quale risultato sperato? A dimostrazione di ciò, il fatto che nelle ultime campagne promozionali di importanti vettori di orientamento “low cost” (da Airone ad Easy Jet) per i collegamenti nazionali e internazionali, la Sardegna non sia ampiamente compresa. C’è forse la paura di inserirsi in un contesto confuso, non sistemico, dove prevale la non concorrenza? O lo spettro di uno scontro nei cieli con un vettore forte e organizzato che comunque gode di condizioni vantaggiose ed esclusive sottoscritte con la Regione, collocabile in una condizione dominante di mercato?
Inoltre, sul vero profilo “low cost” del vettore “partner” si potrebbe attivare un ulteriore dibattito. Infatti, sempre più frequentemente, le tariffe super scontate si sono rivelate vere e proprie incognite per il passeggero che, nell’ottica di un biglietto “leggero”, si è poi trovato a fare i conti con servizi aggiuntivi a pagamento in grado di rendere il costo finale vicino a quello praticato da altri vettori orientati verso la politica del “basso prezzo”.
A questo punto, fatto rilevare il grave ritardo con cui la Regione ha cercato di trovare soluzioni, nonostante lo stato di emergenza, è ora di contribuire a trovare una soluzione definitiva per collegare la Sardegna con la penisola e il resto del mondo, nell’ottica di un vero e proprio sistema organizzato, per portare benefici a tutti. Compreso il settore turistico.
Serve un piano operativo sul sistema dei trasporti, con un focus speciale sul trasporto aereo. In cui valutare quali partner possono supportare le strategie di vita e sviluppo della Sardegna. A quali costi e con quali modalitĂ operative.
Valutiamo i dati in nostro possesso. Con una serie di domande:
- Sappiamo quanto è stato speso negli ultimi anni per supportare il trasporto aereo?
- Abbiamo idea delle ricadute economiche degli investimenti sul territorio?
- Sappiamo se i finanziamenti hanno prodotto i risultati sperati e, se si, in quale misura?
- Conosciamo quali e quante destinazioni possiamo ancora raggiungere per ampliare i nostro mercati obiettivo per l’incoming?
- Sappiamo quante compagnie aeree sono disponibili ad operare in Sardegna seguendo il modello “low cost” sperimentale attivato con Ryanair?
- Sappiamo quale è la politica di prezzo effettiva e le regole commerciali per il passeggero praticato dalle altre compagnie che potrebbero volare sull’isola?
Crediamo sia il momento di sederci intorno ad un tavolo. Per discutere i benefici del modello sperimentato, le criticitĂ generate e le possibilitĂ di crescita.
Un primo tavolo con Regione, enti territoriali, operatori e gestori aeroportuali.
Un secondi tavolo, immediato e collegato al primo, con anche le compagnie aeree interessate a volare sulla Sardegna. Compresa Ryanair che, fino ad oggi, ha avuto interesse a lavorare con la nostra isola. E crediamo avrà ancora interesse a farlo (da azienda attenta, anche Ryanair avrebbe abbandonato rapidamente la Sardegna se non avesse avuto interesse nel lavorarci…).
Inauguriamo una nuova stagione per lo sviluppo. In cui riscoprire le regole del mercato e il rapporto tra investitori istituzionali (regione, enti locali), attori economici (associazioni di categoria) e partner strategici (in questo caso, le compagnie aeree).
Decidiamo il nostro obiettivo (lo sviluppo, ci auguriamo !) e adottiamo le azioni per raggiungerlo. Valutando le operazioni possibili. I relativi costi (e le condizioni per il passeggero. Tutte le condizioni. Senza sorprese ma all’insegna della trasparenza). E le risorse finanziarie disponibili per supportare la nascita e il funzionamento di un sistema di trasporto aereo improntato alla massima soddisfazione e convenienza per il nostro conterraneo/turista (battiamo ancora la strada di un low cost, ma di nuova generazione)”.
Il presidente di Confturismo Nord Sardegna
Giorgio Macciocu

Segno meno per la stagione turistica 2007 nel nord Sardegna. Per la Regione, l’estate 2007 si sarebbe conclusa con un buon incremento di presenze. Ma gli operatori interessati manifestano in proposito un certo scetticismo e parlano di stagione sottotono. L’ufficio studi Confcommercio-Confidi Commercio ha svolto un sondaggio
Confindustria Nord Sardegna e Federalberghi del nord Sardegna criticano l’indagine avviata dalla Commissione europea nei confronti della Sogeaal. “Ancora una volta si assiste ad azioni che hanno poco a che vedere con il mercato nel tentativo di creare problemi anzichĂ© pensare allo sviluppo delle
Come era stato denunciato dalle associazioni di categoria qualche mese fa, la stagione turistica 2007 si presenta piĂą ricca di ombre che luci. Uno dei primi a lanciare l’allarme era stato il presidente di Federalberghi del nord Sardegna, Giorgio Maccioccu. “Oggi abbiamo la puntuale conferma che il settore sta vivendo significativi momenti di incertezza,