I lavoratori Vinyls: “I dirigenti nazionali come fantasmi”
Rotti gli equilibri fra la Cgil locale e nazionale
martedì 9 marzo 2010 11.27Coloro che lottano per conservare il posto di lavoro, anche nel pieno di una crisi che costringe a gesti estremi, sanno riconoscere chi sostiene per davvero la loro battaglia. Adesso lo gridano anche al di là del mare, e la loro richiesta di aiuto viene raccolta dagli organi di stampa nazionali. Senza mezzi termini, i lavoratori della Vinyls di Porto Torres “autoreclusi” all’Asinara, in quella che hanno ribattezzato “l’Isola dei cassintegrati”, criticano apertamente i dirigenti sindacali nazionali della categoria dei chimici, definiti ectoplasmi. Fantasmi calati in Sardegna il 19 ottobre scorso per firmare una sciagurata intesa con Eni, definita dal neoeletto segretario generale della CGIL di Sassari Antonio Rudas “accordo-porcheria”, contro il parere della CGIL territoriale e degli stessi lavoratori in lotta. Gli stessi fantasmi che, a quei lavoratori giunti a un gesto estremo per tenere accesa la speranza, non hanno nemmeno fatto una telefonata.
Al loro fianco c’è la CGIL di Sassari, che continua sulla linea della democrazia rappresentativa. Ecco perché, oggi più che mai, assume un’importanza fondamentale la proposta di modifica dello Statuto nazionale e regionale avanzata a dicembre dalla Camera del Lavoro di Sassari e approvata dal Congresso provinciale, svoltosi il 4 e 5 marzo. Una proposta che mette i lavoratori al centro delle decisioni: nel caso in cui un referendum tra lavoratori e pensionati bocciasse un’intesa o una piattaforma firmata da un dirigente dell’organizzazione, questi deve ritirare immediatamente la sua firma. Se, decorsi quindici giorni, il dirigente sconfessato non avesse provveduto al ritiro, sarebbe da considerarsi immediatamente e irrevocabilmente decaduto da tutti gli incarichi ricoperti in seno alla CGIL.
La richiesta di modifica è passata ora al vaglio del Congresso regionale del Sindacato, con l’auspicio che salga ancora di livello arrivando così all’approvazione definitiva a livello nazionale. Perché il più grande Sindacato italiano deve avere come stella polare imprescindibile la democrazia, anche quella interna. Lo chiede la Camera del Lavoro di Sassari, lo chiedono quei lavoratori che all’Asinara dormono nelle celle dell’ex carcere, lontano dalle loro famiglie e dagli affetti. E che lottano non soltanto per il loro posto di lavoro, ma per mantenere viva la speranza della Sardegna del futuro.
