L'operazione "Terra promessa" ha smantellato una rete che teneva prigioniere 20 ragazze
Giovani nigeriane ridotte in schiavitù, arrestati dai carabinieri i capi dell’organizzazione
Venerdì 16 Maggio 2008 17.20
Sgominata dai carabinieri di Sassari una rete di nigeriani che da anni gestiva una tratta di giovani donne connazionali, riducendole in schiavitù e costringendole a prostituirsi. E’ un commerciante nigeriano, Callistus Owuamanam, 45 anni, rivenditore di prodotti alimentari etnici a Olbia, il capo dell’organizzazione criminale che sfruttava le giovani africane. I militari del comando provinciale, in collaborazione con i colleghi di Olbia, Aglientu, Roma, Modena, Macerata e Ravenna hanno arrestato nove persone, tutte di nazionalità nigeriana, nell’ambito dell’operazione “Terra Promessa”.
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Due arresti dei carabinieri la notte scorsa. Il primo un algherese di 26 anni, Antonio Salis, fermato in via Kennedy durante un normale controllo. Quando i carabinieri lo hanno fatto scendere dalla sua Golf, Salis ha mostrato segni di nervosismo che hanno indotto i militari a perquisire lui e la sua auto. Sei gli ovuli di cocaina ritrovati dai carabinieri, che hanno arrestato Salis, già pregiudicato, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Un pregiudicato di Sorso, A.L., 53 anni, è stato arrestato dai carabinieri della stazione locale e rinchiuso nel carcere sassarese di San Sebastiano. L’uomo perseguitava l’ex moglie, da cui si era separato sette anni fa, con telefonate nel cuore della notte e minacciando il figlio della coppia che vive con la madre. La misura cautelare è stata decisa dal magistrato perché in passato l’uomo aveva più volte compiuto gesti violenti nei confronti della moglie.