Scioperano i dipendenti della Cosmi
Giovedì 20 Dicembre 2007 19.03Questa mattina negli stabilimenti di Porto Torres hanno scioperato i dipendenti della società Cosmi, che non ha ancora pagato gli stipendi. Alla protesta hanno partecipato per solidarietà anche gli altri operai addetti alle manutenzioni del petrolchimico.
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I sindacati del territorio hanno presentato questa mattina la mobilitazione generale per lo sviluppo e il lavoro che si svolgerà sabato a Cagliari. In realtà, uno sciopero generale mascherato (chissà perchè?), una protesta collettiva di tutti i settori produttivi contro la Regione e il Governo.”Il nord Sardegna è in ginocchio, abbiamo chiesto tante volte alle istituzioni locali (Provincia) di farsi portavoce delle istanze locali ma non è successo, forse sono mortificate da questa Regione sempre più sola al comando” ha detto il segretario della Cisl, Andrea Ruiu.
La Cgil di Sassari cerca una soluzione per i 59 lavoratori della “Ser.Sar” e propone un tavolo con la Provincia. L’azienda ha fatto scattare la riduzione del personale dichiarando la cessazione del contratto in seguito alla chiusura di alcuni cantieri a Sassari e a Porto Torres, avvenuta il 17 ottobre scorso.
Scioperano i lavoratori del SAR, il servizio agrometeorologico della Sardegna. La loro è una vicenda paradossale. Gli oltre 40 dipendenti dovrebbero passare all’Arpas (l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente), ma per loro la Regione ha imposto un concorso, bandito il 12 agosto di quest’anno, nonostante una sentenza del Tribunale del lavoro di Sassari, datata 30 marzo 2007, che aveva accolto il ricorso dei lavoratori che chiedevano il passaggio in ruolo nell’organico dell’Arpas, anche perchè si sta parlando di lavoratori a tempo indeterminato di un consorzio regionale.
Ora basta. I tempi sono scaduti, o la Regione mantiene gli impegni presi (e anche gli enti locali) oppure si andrà allo sciopero generale in tutta la provincia di Sassari. Questo pomeriggio i sindacati confederali territoriali, presenti Andrea Ruiu (Cisl), Antonio Rudas (Cgil) e Augusto Ogana (Uil) hanno spiegato la gravità della situazione e l’urgenza che l’Intesa firmata il 19 aprile con la Regione abbia un seguito concreto e non resti solo carta straccia.