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Robero Schirru escluso dalla lista del Pd

29 aprile 2010

Inspiegabilmente il consigliere comunale Roberto Schirru è stato escluso dalla lista del Pd. Nonostante fosse solo alla sua prima legislatura, l’esponente soriano è stato in questi anni l’anima critica del centrosinistra, ragionando e valutando secondo le sue convinzioni, fuori dagli schemi del capo. Molte volte con eccessi romantici e integralisti, forse, ma sicuramente le sue critiche al Puc con il tempo gli hanno dato piena ragione. Roberto Schirru ha inviato una lunga lettera dove racconta i suoi perchè e fa un’analisi del Consiglio comunale uscente che in molti condividono. Di seguito il testo integrale della lettera.

Mercoledì 28 aprile, in un incontro personale da me richiesto con Giovanni Isetta (segretario cittadino) e Giuseppe Lorenzoni (segretario provinciale), ho appreso dagli stessi che il PD non ha intenzione di ricandidarmi per le elezioni comunali di Maggio. Questo in barba al fatto che –in base allo statuto del PD- io abbia tutti i diritti per essere ricandidato, dato che ho solo una legislatura e rispetti al 100% il codice etico. La motivazione è che durante questi 5 anni di mandato, sono stato “troppo critico nei confronti del sistema” e spesso in “contraddizione con il partito”.

In particolare mi è stato riferito che il no alla mia candidatura, discende dal sindaco, dagli assessori, e da tutti i consiglieri comunali del PD e di quasi tutta la maggioranza.

Personalmente non mi aspettavo questa esclusione, è fino all’ultimo ho creduto che il PD fosse un luogo di dialogo e confronto, e dove la meritocrazia politica e le capacità propositive e di lavoro, nonché il seguito tra la gente avessero un valore ed un peso. Non immaginavo che un membro, fondatore del PD locale, potesse essere messo alla porta perché “critico”. Purtroppo registro che meritocrazia e capacità non hanno ancora casa nel PD. Non valgono le capacità, ma solo l’obbedienza. Obbedienza a decisioni non prese o prese a porte chiuse. L’unico sincretismo riuscito del PD -ad oggi- è stato di riunire la pratica delle correnti democristiane, alla disciplina –non per tutti- sovietico-autoritaria del vecchio PCI. Non ho mai visto un dibattito sui temi, non ho mai visto riunioni settimanali, o una metodicità dell’elaborazione della politica condivisa. Non ho mai visto la volontà di confrontarsi e di unirsi. Le uniche discussioni sono state sulle candidature. Non ho visto un programma del PD, non ho visto una discussione sul programma, a riprova che si da un mandato generico di “fare bene” al Sindaco, ma non si vuole entrare nello specifico.

A riprova che questo partito non è ancora uno strumento per elaborare “nuova politica”, ma solo un contenitore dove si può essere eletti.

La mia “criticità”, ovvero la mia presenza sui mass media derivava dal fatto che mancando una discussione in Maggioranza e nel PD, me la sono dovuta cercare e creare sui media, gli unici che abbiano consentito una elaborazione sulle idee e le proposte in questi 5 anni.  Questa espulsione è la logica conclusione di 5 anni di strapotere del Sindaco e della giunta, dell’inesistenza del PD sassarese e dell’assoluta subalternità al sindaco, di tutti i Consiglieri comunali e gli assessori, vuoi per incapacità, vuoi per interesse personale.

In 5 anni di governo della città, ci sono state max. 25-30 riunioni di maggioranza, e solo 2 del gruppo consiliare del PD.

L’attività di “consigliere” e del Consiglio comunale in generale è stata, ininfluente, appiattita sulle decisioni della Giunta, in parte anche per deficienza della Presidente Monica Spanedda, che non è riuscita a essere una “contrappeso”, nella dialettica degli organismi, rispetto a Sindaco e Giunta, e far valere le prerogative di un Consiglio (Maggioranza ed Opposizione), caratterizzato da fortissimi ritardi culturali su molti temi, primo fra tutti l’urbanistica, l’ambiente, la trasparenza amministrativa, la governance. Il rancore nei mie confronti da parte dei Consiglieri di Maggioranza è derivante dalle mie richieste e dalle mia attività;

  • detestano che volessi trasformare le Circoscrizioni in Comitati di quartiere gratuiti;
  • non hanno digerito il fatto che abbia sposato la riduzione degli emolumenti ai consiglieri comunali e che volessi ridimensionare i costi per le Commissioni consiliari (molti erano arrabbiati con me per i fatto che convocassi poche riunioni della Commissione Lavori pubblici che presiedevo);
  • non hanno condiviso né digerito l’azione “No T(h)anks” contro le petroliere e il fatto che avessi accusato il loro immobilismo;
  • non hanno digerito il mio No contro l’inceneritore e l’utilizzo di CDR nella centrale di Fiume Santo;
  • non hanno digerito il fatto che rinunciassi al gettone di presenza durante gli scioperi degli operai;
  • detestano che volessi introdurre l’Anagrafe degli eletti per la trasparenza dei rappresentanti;
  • non hanno digerito le mie posizioni di critica contro lo strapotere –anche a livello cittadino- della Chiesa cattolica e della Curia;
  • non hanno digerito che volessi introdurre un nuovo Regolamento che azzerasse le locazioni alle associazioni, che da anni occupano degli immobili e ridistribuisse -su nuove basi- gli immobili del Comune alle associazioni che ancora non ne hanno goduto;
  • non hanno digerito che volessi imporre misure impopolari per diminuire traffico ed inquinamento;
  • non hanno digerito le verità che ho tirato fuori sul PUC e sugli interessi privatistici ad esso legati di alcuni eletti;
  • non hanno digerito che la Regione mi abbia dato ragione su molte mie osservazioni al PUC e che io abbia ribadito questo fatto (schede norma, oliveti, nuove tangenziali, speculazioni ecc. ecc.)
  • non hanno digerito che –come Consigliere e come Presidente della Commissione Lavori Pubblici”, volessi intervenire su ogni decisione della Giunta, da Piazza Castello, fino alle nuove strade;
  • non hanno digerito che la Stampa mi desse spazio
  • non hanno digerito il mio attivismo extracomunale in campo ambientale, sui temi della mobilità e dell’inquinamento;
  • non hanno digerito il fatto che li accusassi di essere “supini” al Sindaco e alla Giunta, vuoi per futuri incarichi da assessore, da riscuotere in questi prossimi 5 anni, vuoi per ottenere la benevolenza del Sindaco in generale.

Credo che tra i consiglieri uscenti ricandidati, ci siano elementi che abbiano svolto molto meno lavoro di me, siano meno preparati di me, prendano meno voti di me, abbiano degli interessi privatistici, e in generale siano di minor beneficio al partito, al Centrosinistra, di quanto non lo possa essere una mia candidatura. Ribadisco, il PD preferisce l’obbedienza a tutto il resto, meritocrazia in primis.

Rimango nel PD, rinnovo la tessera dato che sono convinto che le battaglie che ho portato avanti siano in massima sintonia con il PD e con il programma del Sindaco e del Centrosinistra tutto. Sottolineo il massimo scollamento tra la base del PD, gli elettori, cittadini, che vorrebbero rivotarmi, e i membri attivi, eletti e la dirigenza, che invece mi vogliono sottrarre al giudizio della gente. Inoltrerò alla direzione nazionale del PD una nota su come sia stato estromesso dalle liste, e chiederò che il mio “caso” venga analizzato attentamente.

Roberto Schirru.