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Gianluigi Nuzzi giovedì a Sassari

16 febbraio 2010

La Libreria Koinè, con l’Associazione Intregu e l’Associazione Sardi Italiani Europei, propone un appuntamento interessante, per conoscere meglio, capire, approfondire una delle pagine più segrete della storia italiana, raccontata dall’inchiesta del giornalista Gianluigi Nuzzi. “Vaticano Spa” (Chiarelettere) è il frutto del suo lavoro sullo sterminato archivio di monsignor Renato Dardozzi, custode dei documenti ufficiali dell’Istituto per le Opere di Religione, lo Ior, banca privata istituita nel 1942 da papa Pio XII con sede nella Città del Vaticano, e spesso al centro di vicende poco chiare e di scandali finanziari. Gianluigi Nuzzi sarà a Sassari per uno speciale incontro-dibattito con lettori e curiosi giovedì 18 febbraio nella sede di Intregu, in via Maddalena alle 18.Interverranno Pier Giorgio Pinna e Fabio Fois. Nuzzi, inviato di Libero che ha lavorato a Panorama e Il Giornale, ha potuto consultare l’archivio di monsignor Dardozzi, ed è nato “Vaticano S.p.a.”, che getta una luce inquietante sul ruolo dello Ior nelle vicende della Prima e della Seconda Repubblica. Le finanze occulte del Vaticano, l’uso spregiudicato del denaro donato alla Chiesa per pagare tangenti, per fare affari con la mafia, soldi su conti segreti intestati a falsi istituti di carità, fondazioni per la lotta alla leucemia o per aiutare i bambini poveri e invece destinati a proteggere clienti eccellenti.

Breve biografia dell’autore (dal sito della Casa Editrice Chiarelettere)
Gianluigi Nuzzi è nato a Milano nel 1969. Inviato di «Libero» dopo aver lavorato a «Panorama» e «Il Giornale», ed aver collaborato con il «Corriere della Sera», dal 1994 segue le più rilevanti inchieste giudiziarie con implicazioni politiche e finanziarie del nostro paese. Negli ultimi anni i suoi scoop hanno fatto scandalo e determinato nuove indagini come nella guerra tra l’ex ministro Vincenzo Visco e l’ex numero uno della Guardia di finanza Roberto Speciale, le intercettazioni di Piero Fassino e Giovanni Consorte («Allora Gianni siamo padroni di una banca?») e quelle di Gianpiero Fiorani e Antonio Fazio («Tonino ti darei un bacio in fronte») nell’inchiesta sulle scalate a Bnl e Antonveneta o, più recentemente, quelle dell’allora premier Romano Prodi.