Incontro con l'assessore regionale Andrea Prato
Il rilancio della pesca passa dall’Asinara
lunedì 8 febbraio 2010 17.34Il rilancio della piccola pesca costiera passa dall’isola dell’Asinara, che deve trasformarsi in una vera opportunità per il territorio e alternativa al petrolchimico. L’Asinara deve diventare la più grande isola agrituristica al mondo. I gruppi di azione costiera del golfo dell’Asinara devono rappresentare opportunità di sviluppo e Stintino deve svolgere un ruolo chiave.
In sintesi il pensiero espresso dall’assessore regionale all’Agricoltura Andrea Prato, intervenuto al convegno sui problemi della piccola pesca costiera, organizzato dall’amministrazione comunale di Stintino. E proprio dall’Asinara bisogna rilanciare un piano turistico importante, in grado di portare sull’isola oltre 5000 persone e che valorizzi anche il carcere. Parlando di occupazione, potrebbero essere oltre 400 le persone impiegate nell’offerta di servizi sull’isola Parco.
Nell’esporrei propri problemi all’assessore regionale, i pescatori di Stintino, con il presidente della cooperativa Gaetano Denegri, avevano messo in primo piano proprio l’Asinara. Le limitazioni imposte dall’area marina protetta li costringono a stare lontani oltre 150 metri dalla costa dell’isola Parco. E così lo sforzo di pesca si concentra soltanto su particolari specie, talvolta anche a danno degli stessi stock ittici. Le imbarcazioni stintinesi, turritane e castellanesi sono ormeggiate in porto da oltre un mese per le cattive condizioni del tempo. Le reti da pesca, quelle danneggiate dai delfini che popolano le acque del golfo dell’Asinara, sono a terra per la manutenzione. Il pescato nel periodo invernale è praticamente nullo. Una serie di osservazioni alle quali si sono aggiunte quelle dei pescatori della marineria di Porto Torres, che hanno segnalato la necessità di interventi di prevenzione e repressione contro la pesca a strascico abusiva, «anche con la costruzione di barriere artificiali – ha aggiunto Denegri – che ne impediscano l’attività ». I pescatori hanno chiesto inoltre una maggiore attenzione ai loro problemi, e tempi celeri, da parte della Regione, per la risoluzione delle questioni che riguardano il settore. «Che può essere rilanciato attraverso la multifunzionalità – ha sostenuto Andrea Prato – cioè con attività quali l’itticoltura, l’acquacoltura e la pesca-turismo. Dobbiamo far crescere la quantità di pesce allevato, anche attraverso la valorizzazione degli stagni». Direzione verso la quale si sta muovendo il Comune di Stintino: «Vogliamo dare alla marineria stintinese un’opportunità in più – ha detto il sindaco Antonio Diana – per questo siamo in trattativa con la proprietà dello stagno di Casaraccio che potrebbe essere messo a disposizione dei nostri pescatori». Altre opportunità potrebbe offrirle anche lo stagno di Pilo. «Per dare risposte a tutte le marinerie – ha concluso Diana – dobbiamo mettere insieme tutte le energie e creare sistema, dobbiamo lavorare perché gli enti e le istituzioni parlino tra di loro».
E intanto una prima apertura è arrivata dal rappresentante del parco presente in aula: «Possiamo discutere sulle limitazioni dei 150 metri – ha detto l’ingegner Congiatu – oltre che sulla pesca dei ricci che stanno ormai invadendo la costa dell’isola».
Al convegno sono intervenuti anche il sindaco di Castelsardo, Franco Cuccureddu, una rappresentanza dei pescatori di Castelsardo, il consigliere regionale e presidente della commissione agricoltura e pesca Efisio Planetta, Antonio Colombo presidente della Confederazione cooperativa pesca della provincia di Sassari e l’assessore del Comune di Porto Torres Gaetano Mura .


