Dal 9 al 16 agosto a Berchidda “Time in Jazz”

venerdì 7 agosto 2009 11.33

Jan Garbarek, Gianluca Petrella, Eivind Aarset, Richard Galliano, Morgan, Angelique Kidjo. Sono alcuni dei protagonisti del festival Time in Jazz, appuntamento fra i piĂą attesi dell’estate musicale in Sardegna, che da questa domenica (9 agosto) a quella successiva (16 agosto) celebra la sua edizione numero ventidue. L’epicentro è come sempre a Berchidda, al confine fra Gallura e Logudoro (provincia Olbia-Tempio): nel paese natale di Paolo Fresu, trombettista di punta del jazz europeo, nonchĂ© ideatore e direttore artistico di Time in Jazz, pulsa infatti il cuore di questo evento culturale che da anni richiama migliaia di spettatori.
Con trentasette concerti e oltre cento artisti coinvolti, la musica fa naturalmente la parte del leone. Ma non mancherĂ  il consueto sguardo sull’arte contemporanea con il ricco apparato di performance, mostre ed eventi espositivi raccolti sotto l’insegna del P.A.V., il Progetto Arti Visive curato da Giannella Demuro e Antonello Fresu. Spazio poi per il cinema, con l’immancabile rassegna di film e documentari curata dal regista Gianfranco Cabiddu. E spazio anche per letture, incontri, momenti di riflessione, laboratori, presentazioni di libri e dischi.
Un calendario fitto di appuntamenti, dal mattino a notte fonda, che trova il suo clou nei concerti serali in Piazza del Popolo, ma che ancora una volta coinvolgerĂ  il territorio circostante. Tanti e differenti sono infatti i “teatri” che ospitano Time in Jazz, dai boschi del Monte Limbara alle chiese sparse nella campagna berchiddese e degli altri centri in cui il festival fa tappa: Calangianus, Luras, Monti, Olbia, Ozieri, Pattada, Tempio Pausania. E non solo: anche stavolta Time in Jazz ha infatti un prologo a bordo di una nave in viaggio dal “continente” verso la Sardegna – domenica 9 agosto – e poi un prolungamento (il 17 e il 18) con la terza volta di Time in Sassari (con “sconfinamenti” anche a Osilo e Ittireddu).

TIME IN JAZZ XXII: ACQUA
Ogni edizione del festival ruota intorno a un tema centrale: l’acqua è quello che caratterizza questa ventiduesima, inaugurando un ciclo quadriennale dedicato ai quattro elementi naturali (acqua, aria, terra e fuoco) e connotando Time in Jazz come festival in sintonia con l’ambiente. Una scelta tematica quasi d’obbligo: da sempre attento ai linguaggi della contemporaneitĂ , ma con radici profonde nel suo territorio, Time in Jazz trova nella natura schietta e incontaminata dei luoghi che lo ospitano una delle sue caratteristiche distintive e uno dei suoi maggiori punti di forza.

Per una settimana, pubblico e artisti si ritrovano immersi in un’atmosfera irripetibile, densa di musica e arte ma anche di colori, profumi, sapori. “Pubblico e artisti che salutano insieme l’alba sulle balze del Limbara, quando il sole tinge di rosa il bianco granito del monte e i toni verdi della vegetazione, risvegliando nell’aria l’odore del mirto, del cisto e del timo selvatico”, sottolinea Paolo Fresu. Musicisti e spettatori “che condividono l’emozione della musica nell’austera solitudine delle chiesette di campagna sperdute tra i cardi e le greggi, nel bianco abbagliante delle mattinate e nel giallo caldo dei tramonti. Che accompagnano le festose parate musicali nelle viuzze del paese, prima di gremire platea e tribune della piazza, teatro dei concerti serali e della festa finale che suggella ogni edizione del festival in un grande abbraccio collettivo”. E’ da queste suggestioni e insieme dalla consapevolezza di dover “riflettere sulle ferite inflitte al nostro pianeta dalla mano dell’uomo”, che Time in Jazz “vuole contribuire con un pensiero che sia in linea e in sintonia con il proprio ruolo di stimolatore culturale e laboratorio perenne”.Un pensiero in linea e in sintonia anche con gli obiettivi dell’UNESCO, che da quest’anno ha concesso il suo prestigioso patrocinio a Time in Jazz, riconoscendo l’impegno del festival nella promozione della diversitĂ  culturale, principio cardine della stessa Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura.

IL PROGRAMMA MUSICALE
L’acqua, dunque, come leitmotiv di questa ventiduesima edizione del festival (così come aria, terra e fuoco lo saranno delle prossime). L’acqua come punto di partenza di un nuovo “viaggio” di Time in Jazz: anche stavolta il festival si inaugura infatti domenica (9 agosto) con la “concertazione navale” a bordo di una nave della Corsica Sardinia Ferries in viaggio dal “continente” alla Sardegna. Un evento che si ripete per il quarto anno consecutivo grazie alla collaborazione della compagnia di navigazione. Partenza dal porto laziale di Civitavecchia alle ore 14:15, arrivo previsto a Golfo Aranci alle 19:30. Protagonisti gli Ouiche Lorène, una “fanfara skafunkpunk” in arrivo dalla Francia, che ritroveremo nei giorni successivi a Berchidda, verso il tramonto, in giro nelle strade del paese per le parate musicali che precedono i concerti serali; e poi sul palco di Piazza del Popolo per l’immancabile festa finale che la sera di Ferragosto accompagnerĂ  il festival verso l’epilogo.Oltre alla musica degli Ouiche Lorène, la traversata navale porterĂ  anche stimoli e occasioni di riflessione in tema con l’acqua e il mare: in collaborazione con Legambiente, è in programma una mostra di pannelli informativi della campagna W.A.T.E.R. (Water Access Through Empowerment of Rights) e un intervento di Franco Salcuni, responsabile e coordinatore dei progetti di Legambiente per il Mezzogiorno. Il mare di Sardegna al centro invece dell’obiettivo di “Oltre il blu”, una mostra di fotografie subacquee allestita (per tutto il mese a bordo della nave) in collaborazione con l’associazione Acquamarina di Sassari.

Sbarcato sulla terra ferma, il festival entra nel suo vivo lunedì mattina (10 agosto) fin dalle prime luci del giorno, con tre diverse tappe nella foresta demaniale del monte Limbara sud. Si comincia all’alba (ore 5.45) a Montalvu con la banda musicale “Bernardo De Muro” di Berchidda, per andare poi avanti in luoghi “acquatici”: con il pianista australiano Peter Waters (nomen omen) al laghetto Nunzia (ore 9) impegnato a improvvisare e a rivisitare la musica di Gabriel FaurĂ©; e poi con Paolo Fresu e lo scrittore Gavino Ledda fra musiche e letture alla Fontana S’Eritteddhu (ore 11). Ancora acqua a incorniciare nel pomeriggio (ore 18) il solo del trombonista Gianluca Petrella alla piscina comunale di Berchidda, prima che in serata (ore 21) Funtana Inzas accolga le raffinate alchimie di suoni e suggestioni mediterranee della cantante algherese Franca Masu con il suo progetto “Aquamare” .

Terra d’acqua e di suoni liquidi, la Scandinavia è ben rappresentata in questa edizione del festival. Autentico simbolo del jazz in arrivo dal nord, e tra i nomi piĂą attesi a Berchidda, il sassofonista norvegese Jan Garbarek apre da protagonista assoluto la serie dei concerti serali sul palco “centrale” di Piazza del Popolo, martedì (11 agosto ore 21:30), alla testa del suo gruppo con Rainer BrĂĽninghaus al pianoforte, Yuri Daniel al contrabbasso e Trilok Gurtu alle percussioni.

Dalla Norvegia approda la sera dopo (mercoledì 12) anche Eivind Aarset, ricercatissimo chitarrista (giĂ  apprezzato accanto a musicisti come Nils Petter Molvaer, Bill Laswell, Dhafer Youssef, Jon Hassell e lo stesso Paolo Fresu) atteso a Berchidda con il suo Sonic Codex Trio (con Audun Erlien al basso Wetle Holte alla batteria). Provengono invece dal versante svedese della Scandinavia il pianista Jan Lundgren e il contrabbassista Lars Danielsson, autori di un riuscitissimo progetto, “Magnum Mysterium”, che mescola il jazz con la musica sacra rinascimentale. Registrato su disco con il coro da camera di Gustaf Sjökvist nella cattedrale di Stoccolma, a Time in Jazz il lavoro verrĂ  ripreso e riadattato con una formazione vocale tutta sarda, la polifonica “Santa Maria degli Angeli” diretta da Michele Cossu: martedì pomeriggio (11 agosto, ore 18), nella magnifica basilica di Sant’Antioco di Bisarcio, nella campagna di Ozieri.

Jan Lundgren con Paolo Fresu e il fisarmonicista francese Richard Galliano firma anche “Mare Nostrum”, felice incontro fra tre musicisti dalle personalitĂ  e dai percorsi artistici differenti, ma con tante cose in comune: sensibilitĂ , eleganza, curiositĂ , attitudine per l’interplay, gusto per la melodia, tecnica e inventiva. Doti che si potranno apprezzare sul palco di piazza del Popolo nel secondo set della serata di giovedì (13 agosto). Nel primo, invece, riflettori puntati su “AnimaAmataMente”, nuova creazione del danz’autore Giorgio Rossi con quattro danzatori in scena e le musiche originali di Alessandro Gwis (pianoforte), Roberto Cecchetto (chitarra) e Michele Rabbia (percussioni).

“Molti sono i significati attribuiti all’acqua nella simbologia, nella cultura, nella religione e nelle rappresentazioni artistiche dell’uomo” sottolinea Fresu nelle sue note di presentazione del festival. “Acqua significa anche coscienza dell’uomo stesso e della casa che ci ospita. Ancora il mondo si divide in popoli che sprecano l’acqua e in popoli che muoiono di sete”. Succede in particolare in Africa, ed è appunto al Continente Nero che Time in Jazz dedica in questa edizione una serata intera, quella di venerdi 14, con due diverse formazioni. Aprono (ore 21:30) i Terakaft, un quartetto Tuareg a base di chitarre, voci, basso e batteria che mescola blues, rock ed elementi della tradizione del popolo nomade nordafricano. A seguire Angelique Kidjo, la cantante del Benin che ha saputo inglobare il retaggio musicale della sua terra con elementi funk, salsa, jazz, samba e ovviamente makossa, conquistando consensi oltre ogni confine, comprese quattro nomination ai Grammy.

La Cosmic Band di Gianluca Petrella e la Cosmik Connection del batterista Philippe Garcia e del sassofonisita GaĂ«l Horellou: due progetti assonanti nel nome ma assai differenti per stile e riferimenti, completano il quadro dei concerti serali in piazza del Popolo. Ideata per celebrare Sun Ra, la Cosmic Band prende presto il passo e le sembianze del trombonista barese che la guida: con Gianluca Petrella – martedì 12 in chiusura di serata -, un organico di giovani musicisti con Beppe Scardino e Francesco Bigoni ai sassofoni, Mirko Rubegni alla tromba, Giovanni Guidi al pianoforte, Gabrio Baldacci alla chitarra, Alfonso Santimone al synth, Francesco Ponticelli al basso, Federico Scettri alla batteria e Simone Padovani alle percussioni. Sul palco nella prima parte della serata di ferragosto, promette invece energia tra free jazz, drum’n'bass ed elettronica la Cosmik Connection, formazione precorritrice dell’elettrojazz in Francia alla fine degli anni Novanta. L’ideale per scaldare la piazza che – tolte poltroncine e transenne e aperta all’ingresso gratuito – nella seconda parte della serata si affollerĂ  come sempre per la consueta festa finale, quest’anno con gli Ouiche Lorène a menare le danze.

Molti dei protagonisti delle serate in piazza del Popolo saranno come sempre al centro anche dei concerti del mattino e pomeridiani in programma nelle chiese campestri intorno a Berchidda e nelle altre localitĂ  raggiunte dal festival. Ritroveremo dunque Jan Lundgren, stavolta in piano solo, a Tempio Pausania, alle Fonti di Rinaggiu, la mattina di giovedì 13 (ore 11); come lui in solitudine anche Richard Galliano, l’indomani mattina (venerdì 14) a Calangianus, nella Chiesa delle Grazie; ritorna anche Lars Danielsson, ma in compagnia dell’olandese Tony Overwater, per un inedito duo di contrabbassi di scena a Olbia, nella basilica di San Simplicio, mercoledì mattina (12 agosto, ore 11). Altro abbinamento insolito: Eivind Aarset e Roberto Cecchetto incroceranno le corde delle loro chitarre venerdì 14 (ore 18) a Luras, nella Chiesa di San Nicola di Carana. Il giorno di ferragosto, all’indomani delle loro esibizioni serali sul palco di piazza del Popolo, repliche anche per Angelique Kidjo, alle 11 nella chiesetta di San Michele, nelle campagne di Berchidda, e per i Terakaft, nel pomeriggio (alle 18) in quella di Santa Caterina. Spazio anche per Ouiche Lorène, mercoledì pomeriggio (12, agosto, ore 18) nella Cantina del Vermentino di Monti.

Giovedì 13 (ore 18) ritorna invece, ed è il quinto anno consecutivo, uno degli eventi piĂą attesi: il concerto con cui Time in Jazz rende omaggio a Fabrizio De AndrĂ©. All’Agnata, nei giardini dello stazzo vicino a Tempio Pausania che il cantautore genovese scelse come uno dei suoi luoghi di ritiro preferiti (oggi è un’apprezzatissima azienda rurale destinata al turismo di qualitĂ ), quest’anno tiene banco Morgan: voce e pianoforte per una performance dai toni minimali e intimisti del cantante milanese, giĂ  artefice (quattro anni fa) di un remake integrale di uno degli album piĂą noti di De AndrĂ©, “Non al denaro, non all’amore nĂ© al cielo”.

Infine, ancora Paolo Fresu, in duo con Gianluca Petrella martedì mattina nella Chiesa di San Giovanni a Pattada, e poi con il batterista Philippe Garcia domenica 16 (alle 18) al Rio Silvani (a pochi chilometri da Berchidda) per l’ultimo concerto in scaletta.

Ad introdurre alcuni appuntamenti, letture affidate di volta in volta a Sante Maurizi e Daniela Cossiga della compagnia “La Botte e il Cilindro” di Sassari, e a Pierpaolo Piludu e Giancarlo Biffi del gruppo teatrale cagliaritano “Cada Die”.

Tra i momenti consueti di Time in Jazz, il concerto aperitivo che ogni anno propone dal vivo a Berchidda la piĂą recente produzione discografica di gruppi e musicisti sardi; quest’estate è la volta del Sunflower Quartet, formazione cagliaritana al debutto su cd per l’etichetta S’Ard music: domenica 16, intorno a mezzogiorno, al Museo del Vino, in condominio con la presentazione di “Wine Sound System”, il nuovo libro del dj “enogastrofilosofo” Donpasta. E poi il jazz club, immancabile spazio della notte con dj set e con la musica dal vivo affidata come sempre al gruppo composto dai migliori allievi della passata edizione dei Seminari Jazz di Nuoro, l’iniziativa didattica che si tiene ogni estate nel capoluogo barbaricino: quest’anno è il turno del settetto S.A.M. – Sept Amber Mood di Giuseppina Muroni (voce), Vittorio Sabelli (sassofono), Antonio Giordano (sassofono), Fabio Gorlier (pianoforte), Antonio Cusato (chitarra), Maurizio Congiu (contrabbasso) e Andrea Serra (batteria).Spazio anche alla danza, con i laboratori della coreografa sarda Ornella D’Agostino (dal 10 al 13) e di Giorgio Rossi (dal 14 al 16) all’ex-caseificio “La berchiddese”.

P.A.V., il Progetto Arti Visive
Al tema dell’acqua si uniforma anche l’ampio cartellone di iniziative dedicate all’arte contemporanea che per il tredicesimo anno consecutivo affianca la parte musicale del festival: performance, mostre ed eventi espositivi in luoghi e spazi differenti (spazi deputati o recuperati e prestati all’arte) raccolti sotto il marchio P.A.V., il Progetto Arti Visive curato da Giannella Demuro e Antonello Fresu.
Nei suggestivi spazi della vecchia Casara, due le mostre dedicate alla sperimentazione visiva contemporanea. “Aqua”, curata da Laura Barreca, presenta installazioni, fotografie, sculture, videoproiezioni e videoinstallazioni site-specific di Francesco Arena, Andrea Aquilanti, Bianco-Valente, IABO, Claudia Losi, Emanuele Lo Cascio, Loredana Longo, Raffaela Mariniello, Cesare Pietroiusti, Giulia Piscitelli, Pietro Ruffo e Maurizio Savini, Marinella Senatore, Giuseppe Stampone, che interpretano variamente il tema dell’acqua, di volta in volta tracciando un percorso ideale, una storia, un’immagine, una sensazione.

Dedicata alla produzione isolana è “The sense of water”, curata da Giannella Demuro, che spazia tra fotografia, video e installazioni, con opere di Giusy Calia, Giulia Casula, Erik Chevalier, Fabiola Ledda, Pinuccia Marras, Valentina Medda, Nero Project, Gianni Nieddu, Pastorello. La mostra offre una lettura delle insicurezze di un mondo senza piĂą confini, mobile e mutevole, fluido appunto, e come tale sempre piĂą privo di riferimenti e strutture, valori e certezze. Un tuffo nel web porterĂ  invece alla ricerca dell’acqua la consueta mostra di web art intitolata quest’anno “Broadcasting water”.

Accanto alla vecchia Casara, i vasti spazi di un ex Caseificio accolgono gli altri progetti del PAV 2009. L’Acqua come mare, mare tra le terre, sarĂ  il filo conduttore di “THE MIDDLE SEA. Suoni e Visioni dal Mediterraneo”, un viaggio da Oriente ad Occidente tra cittĂ , territori ed abitanti nella mostra a cura di Claudia Zanfi, con opere video di artisti provenienti da paesi diversi per storia, cultura, societĂ , ma tutti uniti dalla comune radice mediterranea, cui fa riferimento anche “Io non respingo”, rassegna dedicata ai flussi migratori che attraversano il “Mare nostrum”, con il film “Come un Uomo sulla Terra” di Riccardo Biadene e cortometraggi di Dagmawi Yimar, in collaborazione con l’associazione Asinitas.

Suggella un’importante collaborazione con il MAN (il Museo d’Arte della Provincia di Nuoro) “Il mare profuma le strade dell’isola”, titolo preso in prestito dai Quaderni di Cioran per questa mostra curata da Cristiana Collu in collaborazione con il FRAC Corse, con opere video e fotografie di Leonardo Boscani, Anne Deleporte e Pierluigi Dessì.

Pittura, video, installazioni sonore e meccaniche immerse in uno spazio azzurro interattivo saranno al centro della quarta rassegna “BabelFish”, dedicata ai giovani talenti emergenti, curata da Pinuccia Marras e Narcisa Monni: sotto il titolo “We prefer diving”, in mostra opere di Elisa Desortes, Nicola Caredda, Andrea D’Ascanio, Paolo Pibi, Enrico Piras, Antonio Sini & Teresa Pintus, Carlo Spiga.

Un progetto davvero speciale è quello di e con Marco Senaldi, filosofo e critico d’arte: “24 Hours Lecture&Writing”, una “jam session” discorsiva, dilatata nel tempo, lunga appunto un giorno (dalle ore 11 del 13 agosto fino alle 11 del giorno successivo, a Casa Sanna) in cui troverà posto anche una sessione di “scrittura in pubblico” in diretta.

Come di consueto, alcuni artisti saranno presenti anche sul palco di piazza del Popolo con “Arte tra le note”, scenografie realizzate appositamente per i concerti serali del festival, e con il progetto “Lavori in corso”: interventi, performance e progetti “site specific” realizzati in giro per il paese.

A Casa Sanna la mostra fotografica “Fuori di palco” racconterà in oltre seicento scatti i luoghi, gli artisti e il pubblico visti dall’obiettivo di Roberto Cifarelli, mentre ventidue anni di storia di Time in Jazz saranno ripercorsi attraverso i manifesti del festival esposti al Jolly Jazz Café nella mostra “Affiches” .

Visitabile in permanenza, inoltre, il progetto stabile del PAV “Semida”, il Museo di arte ambientale nato nello splendido scenario del Demanio Forestale del Monte Limbara, in collaborazione con il Comune di Berchidda e l’Ente Foreste Sardegna, con le opere di Clara Bonfiglio, Giovanni Campus, Bruno Petretto, Pinuccio Sciola, Monica Solinas.

Quest’anno, per la prima volta, anche il PAV “prende il mare” a bordo della nave della Sardinia Ferries che accoglierà, insieme al concerto di apertura della ventiduesima edizione del Festival, e alla mostra di Legambiente “W.A.T.E.R WANTED”, la mostra di fotografia subaquea “Oltre il blu”, realizzata in collaborazione con l’associazione Acquamarina di Sassari.

FILM E DOCUMENTARI
Intorno al tema dell’acqua ruota anche la consueta rassegna di film e documentari curata dal regista Gianfranco Cabiddu, in programma tutti i pomeriggi – dal 12 al 15 agosto – al Nuovo Cinema di Berchidda. “Non si tratta di film ‘estetici’ o ‘consolatori’, ma di veri film d’azione, dove per azione s’intende l’impegno di alcune tra le tante organizzazioni umanitarie che lavorano sui problemi dell’umanitĂ  e dello sviluppo del sud del mondo”, spiega Cabiddu. Realizzata con la collaborazione di COSPE, AMREF, ACTION AID, CeVi, University of Miami, Officina Latina e W.A.T.E.R., la rassegna propone documenti filmati che “con poesia, rabbia e emozione, aprono una finestra sul significato profondo della parola Acqua nel mondo. Sono momenti di emozione suscitati dalla vita di persone reali e dal ’senso’ dell’acqua, dal suo bisogno e funzione come bene essenziale e bene primordiale in tutto il mondo”.
Fra i dieci titoli in programma (in visione a rotazione a partire dalle ore 16), “One Water” di Alì Habashi, un film globale, in giro per il mondo per cogliere i differenti rapporti tra gli uomini e l’acqua. E a precedere la serie di proiezioni “a tema”, la presentazione (martedì 11) del film “Time in Jazz E 20”, girato nel 2007 e (ora finalmente disponibile in DVD), che racconta i primi vent’anni del festival di Berchidda: una storia musicale unica ed originale.

MUSICA, ARTE E SOSTENIBILITĂ€
I temi cardine dell’ambiente entrano a Time in Jazz: con questa edizione, il festival inaugura infatti un ciclo all’insegna dei quattro elementi naturali – acqua, aria, terra e fuoco – e, accanto ai progetti artistici, vara una serie di iniziative collegate ai temi del risparmio energetico, dell’utilizzo delle energie alternative, della differenziazione dei rifiuti, dell’abbattimento della CO2, etc. Lo stretto rapporto di Time in Jazz con la natura, in particolare in eventi come i concerti nei boschi del Limbara e nelle chiesette campestri, ha infatti stimolato una crescente attenzione agli effetti ambientali del festival, dando vita, giĂ  da alcuni anni, a “Green Jazz”, un progetto di sensibilizzazione ecologica.

Time in Jazz intende ora rafforzare il suo impegno in questa direzione promuovendo eventi e progetti incentrati su alcune delle piĂą stringenti tematiche ambientali, alla cui realizzazione contribuiscono come partner o come sponsor anche enti locali e aziende private. Tra gli obiettivi primari, la riduzione dell’impatto del festival sull’ambiente e sulle sue risorse naturali, attraverso il risparmio energetico e l’uso di energie alternative.

Il progetto Light for music riguarda il fabbisogno di elettricitĂ  dei concerti. Quelli in programma sul palco centrale in piazza del Popolo, saranno in parte coperti dal conto energia del Comune di Berchidda, che produce energia solare grazie agli impianti fotovoltaici giĂ  attivi in alcuni punti del paese. Progettato da Alberto Erre in collaborazione con Musical Box, per la prima volta l’impianto audio-luci sul palco utilizzerĂ  inoltre dei riflettori a led, capaci di produrre la stessa illuminazione dei proiettori tradizionali, ma con un consumo mediamente inferiore del cinquanta per cento. E anche l’amplificazione dei concerti campestri avrĂ  un basso impatto grazie all’utilizzo di nuovi diffusori acustici a batteria sponsorizzati dalla ditta K Array. Primi passi di un percorso virtuoso del festival verso il risparmio energetico cui lo sviluppo di nuove tecnologie potrĂ  portare un grosso contributo nell’immediato futuro.

Altro tema sensibile, quello della riduzione delle emissioni di CO2. Due iniziative ad hoc mireranno a ridurre la circolazione delle auto: Musica a pedali, in collaborazione con Atala, metterà a disposizione del pubblico delle biciclette per spostarsi da un concerto all’altro, sia in paese, sia nelle vicine chiese campestri. Una valida alternativa, dunque, per tutti coloro che intenderanno rinunciare alla propria automobile per raggiungere, pedalando, i luoghi della musica e dell’arte.

Alla riduzione dei gas mira anche Motori a strappo, un progetto di car-sharing rivolto al pubblico che, durante i giorni del festival, percorre decine di chilometri per raggiungere i diversi luoghi dei concerti in macchina. A Berchidda saranno creati dei punti di ritrovo, in cui sarà possibile parcheggiare la propria auto, approfittare del passaggio messo a disposizione da chi aderisce all’iniziativa, e viaggiare in buona compagnia.

In collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Berchidda proseguirà poi l’iniziativa dedicata alla raccolta differenziata dei rifiuti: Le isole ecologiche di Green Jazz, spazi supplementari allestiti in paese, che ospiteranno i contenitori per raccogliere separatamente vetro, carta e plastica. Alcuni volontari presidieranno le isole ecologiche, contribuendo a ripulire il paese da eventuali rifiuti abbandonati, informando e sensibilizzando pubblico e visitatori sulle varie iniziative volte alla tutela dell’ambiente.

Durante il festival, a Berchidda saranno inoltre allestiti i “Green Corner”, stand dedicati ai partner e agli sponsor dei progetti Green Jazz, per dare informazioni sulle varie campagne di sensibilizzazione condotte durante il festival e far conoscere i diversi progetti e i soggetti coinvolti attraverso materiali informativi, stampati, video, etc.

Al tema dell’acqua è dedicata anche una serie di iniziative in collaborazione con partner come Legambiente (l’associazione ambientalista italiana piĂą diffusa sul territorio), Symbola (la fondazione per le qualitĂ  italiane votata a consolidare e diffondere il modello di sviluppo della soft economy), e COSPE (associazione impegnata nella cooperazione per lo sviluppo dei paesi emergenti). A cura di Legambiente è la mostra di pannelli che verrĂ  allestita sul traghetto della Sardinia Ferries e presentata in occasione della “concertazione navale” di domenica (9 agosto): immagini e contenuti nell’ambito della campagna W.A.T.E.R. (Water Access Through Empowerment of Rights) per il riconoscimento dell’acqua come diritto di tutti i cittadini del mondo. In programma anche un incontro con Franco Salcuni, responsabile e coordinatore dei progetti di Legambiente per il Mezzogiorno, e presidente e direttore di FestambienteSud, il festival nazionale che Legambiente dedica annualmente al Sud Italia.
Un altro incontro, promosso da Symbola, si terrĂ  invece giovedì mattina (13 agostgo, ore 11) a Tempio Pausania, subito prima del concerto di Jan Lundgren alle fonti di Rinaggiu e sarĂ  dedicato alla conoscenza degli ecosistemi costieri e della fauna del Mediterraneo. InterverrĂ  il professor Antonio Torre, biologo e membro dell’Institut d’Estudis Catalans, studioso degli ecosistemi costieri del Mediterraneo, referente locale dell’Universitat catalana d’estiu de ciencès de natura e promotore di numerosi progetti d’interscambio culturale tra Alghero e la Catalogna. “Portatori d’acqua per l’Angola” è invece il titolo di un’iniziativa congiunta di informazione, visibilitĂ  e raccolta fondi a sostegno del progetto sull’accesso all’acqua in Angola portato avanti dal COSPE.

“L’Acqua dalla sabbia” è infine il titolo dell’incontro con Alex Zanotelli – venerdì 14 alle 18:30 alla Casa di Riposo di Berchidda – che farĂ  da prologo ideale alla serata dedicata all’Africa (con i concerti di Terakaft e di Angelique Kidjo). Il missionario comboniano, ispiratore e fondatore di diversi movimenti italiani promotori di pace e di giustizia solidale, porterĂ  il suo prezioso contributo a Time in Jazz affrontando il tema dell’acqua dal punto di vista etico. Alle 18:30 alla Casa di Riposo di Berchidda.

TIME IN SASSARI
Mandata in archivio a Berchidda l’edizione numero ventidue del festival, Time in Jazz pianterĂ  anche quest’anno le tende per due giorni nella vicina Sassari. Il 17 e il 18 agosto va infatti in scena la terza edizione di Time in Sassari con un programma incentrato in particolare sui talenti e le proposte del nuovo jazz internazionale.

Si parte con il duo Nuance della cantante Elisabetta Antonini e dell’arpista cagliaritana Marcella Carboni, di scena all’ex Ospedale Rizzeddu la mattina di lunedì 17 (ore 11.30). Nel pomeriggio (ore 18), trasferta alla Valle dei Mulini a Osilo (a una dozzina di chilometri da Sassari), per riascoltare il settetto S.A.M. – Sept Amber Mood reduce dalle nottate berchiddesi al jazz club. Di ritorno a Sassari, la rassegna fa base in piazza Santa Caterina, per un doppio set: si comincia alle 21:30 con un altro duo, quello del trombettista Luca Aquino e del sassofonista Raffaele Casarano; a seguire (ore 23) riflettori puntati sul quintetto francese della trombettista e violinista Airelle Besson e del sassofonista Sylvain Rifflet.

L’indomani mattina (martedì 18, ore 11), altra tappa “extra moenia”: appuntamento da non perdere a Ittireddu (a una cinquantina di chilometri da Sassari) con Gianmaria Testa e Paolo Fresu di scena alla chiesa di Santa Croce con “Da questa parte del mare”, titolo e repertorio tratti dall’album del cantautore piemontese dedicato alle migrazioni moderne.

Di nuovo a Sassari, appuntamento pomeridiano (ore 18) al Parco di Monserrato con un giovane talento sardo trapiantato a Parigi, il pianista Alberto Pibiri. In serata, la serie di concerti ritorna in piazza Santa Caterina per i due eventi forse di maggior richiamo. Sale per primo sul palco (ore 21:30) il trombettista libanese (ma anche lui di casa nella capitale francese) Ibrahim Maalouf in duo con il percussionista Bijan Chemirani. Chiusura con il “Concerto Grosso (L’eccezione e la regola)”, una suite di danze in sei movimenti firmata da Bruno Tommaso che vede impegnati la sassarese Orchestra Jazz della Sardegna e cinque tra i migliori ex allievi, oggi professionisti, dei Seminari Jazz di Nuoro: l’arpista Marcella Carboni, la pianista Silvia Corda, i trombettisti Antonio Meloni e Giovanni Sanna Passino, e Graziano Solinas alla fisarmonica. Una coproduzione dell’associazione Blue Note Orchestra di Sassari, dell’associazione culturale Time in Jazz di Berchidda e dell’Ente Musicale di Nuoro, riuniti sotto l’insegna del network NuBeS.

CHI SOSTIENE TIME IN JAZZ
Oltre al prestigioso patrocinio dell’UNESCO, Time in Jazz si affaccia alla sua ventiduesima edizione con l’indispensabile contributo delle Istituzioni che sostengono la manifestazione, la Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato allo Spettacolo e AttivitĂ  Culturali, Assessorato al Turismo -, l’Ente Foreste della Sardegna, la Fondazione Banco di Sardegna, il Ministero per i Beni e le AttivitĂ  Culturali (Direzione Generale per lo Spettacolo dal vivo), l’Unione Europea, la Provincia di Olbia-Tempio, i Comuni di Berchidda, Calangianus, Ittireddu, Luras, Monti, Olbia, Osilo, Ozieri, Pattada, Sassari e Tempio Pausania, e con la preziosa collaborazione di un folto stuolo di enti e aziende: Banco di Sardegna, Fondazione De AndrĂ©, Ente Musicale di Nuoro, Ass. Blue Note Orchestra, Ass. Backstage, Legambiente, COSPE, Symbola, ActionAid, MAN (Museo d’Arte della Provincia di Nuoro), FRAC Corse, Arborea, Allianz Lloyd Adriatico, AmazeLab, Atala, Arper, AutoOggi, Pincar, Cantina Sociale Giogantinu, Cantina del Vermentino di Monti, Carovana, Ass. Acquamarina, Ambria Jazz, Sosta Palmizi, Dedicare, Carta Giovani, Distilleria Lucrezio R, FAB Autoservizi, GEASAR, La Fumosa, Meridiana, Musical Box, Nuova Casearia, Pensieri Floreali, Rau Arte Dolciaria, RR Orafi, Sardinia Ferries, Smeraldina, Secauto, Su Senabrinu, Wi-Fi, Dolci Tradizioni, Davide Pianezzi, Gabriele Soddu, Museo del Vino, Il MenĂą di Elia, i-jazz, Nubes, Max 88, Koinè, Ilisso, Condaghes, Il Maestrale, AIPSA, Enoteca Demuro, Luca Naseddu.

www.timeinjazz.it

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