Riunione del Comitato per l'Area di crisi
Porto Torres non si tocca
mercoledì 8 luglio 2009 17.12“La fermata del cracking a Porto Torres decisa da Eni è una provocazione, una dichiarazione di guerra rispetto alla quale il territorio risponde in maniera compatta e decisa”.E’ quanto emerso dal Comitato per l’Area di crisi industriale di Sassari, Alghero e Porto Torres, che si è riunito questa mattina nella sala Campus del palazzo della Provincia per stabilire una linea d’azione comune in risposta ai provvedimenti adottati dalla societĂ a partecipazione statale. Al Comitato, presieduto dalla Provincia di Sassari, hanno partecipato i comuni di Sassari, Alghero e Porto Torres, la Camera di Commercio, il Consorzio industriale provinciale, i rappresentanti territoriali di Confindustria e Api Sarda e le segreterie territoriali di Cgil, Cisl e Uil. “Gli impianti di Porto Torres devono continuare a operare a pieno regime”, sostiene all’unanimitĂ il Comitato, che per difendere il polo petrolchimico turritano parteciperĂ allo sciopero generale proclamato a livello regionale dalle sigle sindacali confederali e convocato per venerdì mattina a Cagliari, davanti alla sede della Regione.
Il Comitato per l’area di crisi, inoltre, “è pronto a sostenere il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, nella vertenza appena aperta nei confronti del governo nazionale” e chiede al Governatore un incontro quanto prima.
Adesione allo sciopero generale e sostegno alla vertenza nei confronti del governo nazionale, dunque, sono le prime azioni che il Comitato ha deciso di compiere al termine del lungo confronto di oggi. “Attendiamo novità dagli incontri di questi giorni – è stato detto – ma se le cose non dovessero cambiare siamo pronti a elevare il tono della protesta”. Infatti, secondo i componenti del Comitato “il funzionamento degli impianti e l’avvio delle bonifiche restano condizioni ineliminabili per poter parlare di sviluppo”.

