Per la Cgil "con la chiusura del cracking
la chimica è morta"

Crisi del Petrolchimico: bloccato il deposito Agip

martedì 7 luglio 2009 16.25

Un centinaio di lavoratori aderenti alla Cgil hanno bloccato il deposito Agip del petrolchimico di Porto Torres per richiamare ancora una volta l’attenzione sul polo turritano. All’iniziativa ha partecipato anche il segretario generale territoriale della Cgil di Sassari Antonio Rudas, che dopo il blocco si è recato dal sindaco di Porto Torres, Luciano Mura, per chiedergli di accelerare i tempi della denuncia dell’Eni per danni ambientali, annunciata nei giorni scorsi dal primo cittadino in mancanza della dismissione delle strutture inutilizzate e dell’avvio delle bonifiche. Rudas ha chiesto di ridurre i tempi della denuncia, previsti dal sindaco in tre mesi, perchè la preoccupazione è che l’Eni, oltre a dismettere la chimica, stia chiudendo gli stabilimenti, per cui ci si ritroverebbe col problema delle bonifiche irrisolto a cancelli chiusi. Secondo Rudas, infatti “la notizia della fermata del cracking dal 1 agosto decisa dall’Eni è il segno che la chimica italiana è morta e che la strategia della Cgil per la ricerca di valide alternative era esatta”. Pertanto “occorre una seria mobilitazione, a partire dallo sciopero generale del 10 luglio, e dare avvio immediatamente alle bonifiche per liberare il territorio e creare i presupposti per una nuova fase dell’economia sarda”.

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