Alfredo Marcucci apre stasera il “Sassari Tango Festival”

venerdì 26 giugno 2009 11.02

Sarà il grande Alfredo Marcucci, polistrumentista, direttore e arrangiatore, ad aprire stasera il “Sassari Tango Festival”. Alle 21, al Parco di Monserrato si potrà ascoltare una delle formazioni guidate dal maestro argentino: la sua «Orquesta Típica», composta da otto elementi.
Il nome di Marcucci rimbalza da settant’anni fra America e Europa, e non poteva essere diversamente per un artista nato da genitori italiani nella terra di Rio de La Plata. La sua è una delle pochissime orchestre di tango argentino nel vecchio continente. La qualità è assicurata dall’esperienza dello stesso Marcucci, che ha scelto uno per uno i suoi venti elementi con audizioni in giro per l’Italia. In occasione del festival (organizzato dall’Associazione PorSiempreTango con il contributo della Provincia e dell’assessorato alla Cultura del Comune di Sassari) si esibirà l’organico più famoso, formato da otto orchestrali: due bandoneón, due violini, viola, violoncello, contrabbasso e pianoforte.
Anche questa serata, così come quelle che si terranno sabato e domenica, continuerà a passo di danza: gli ideatori della manifestazione, Juan Marchetti e Natalia Manca, hanno voluto dare lo stesso spazio alla musica e al ballo, che nel mondo del tango sono davvero inseparabili. Così alla fine del concerto tutto il pubblico sarà invitato al Circolo Baires, in via Renzo Mossa 15. La «milonga del Nord Sardegna» accoglierà principianti, esperti e appassionati, dalle 23 fino a notte fonda.

Sabato 27 il festival si sposterà al Teatro Civico. Alle 21 lo spettacolo di tango argentino con i Tango Tinto, un quintetto che riproporrà un viaggio nel tango attraverso compositori classici e contemporanei e le coreografie eseguite da Juan Marchetti e Natalia Manca. Con loro un’altra coppia di ospiti del festival, Alejando Angelica e Tali Gon, maestri argentini del passo improvvisato, che domenica 28 terranno uno stage di tango (info al 333 7816549).

Alfredo Marcucci, classe 1929, non aveva ancora 18 anni quando ha iniziato a suonare il bandoneon nelle orchestre, e nel 1956 ha realizzato un sogno: esibirsi con un direttore come Carlos Di Sarli, uno dei nomi più importanti del periodo. Poi, come in una coreografia dai passi rapidi e intensi, ha cambiato completamente genere, e si è ritrovato a suonare il contrabbasso in formazioni jazz in Medio Oriente. A Istanbul ha incontrato Los Paraguayos, gruppo di folk latino americano, con cui ha diviso il palco per quindici anni. Nel 1977 la musica cambia ancora: Marcucci si trasferisce in Belgio, ritrova la sua famiglia e inizia a lavorare come operaio. Ma poco dopo il suo nome si fa strada e il maestro apre in Europa una scuola di musica. Il resto è storia dei nostri giorni: l’«Orquesta Tipica» in Italia, il sestetto Veritango in Belgio e le tournée che acclamano uno dei grandi artisti del tango nel mondo.

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