Al Quadrilatero oltre 130 proiezioni
Da oggi il Sardinia Film Festival
martedì 23 giugno 2009 10.54L’avvio ufficiale del Sardinia Film Festival sarà preceduto da un “aperitivo” pomeridiano: dalle 17 nelle aule Blu e Verde della facoltà di Scienze politiche cominceranno le prime proiezioni. Dodici pellicole in Aula Blu e sette nell’aula Verde, secondo la distinzione di massima che prevede, per tutto il festival, opere italiane nella prima e opere straniere nella seconda.
Saranno proiettati corti, cortissimi e lungometraggi, alcuni dei quali sono in corsa per il premio finale. In aula Blu si potrà ammirare “L’amore non esiste” di Massimiliano Camaiti, con Pietro Sermonti. In quindici minuti, il racconto della storia di un impiegato di banca deluso dall’amore. Sempre domani ma in aula Verde, verrà proiettato “La strategia degli affetti” diretto da Dodo Fiori e coprodotto da Rai Cinema. Il lungometraggio parla di un padre molto ambizioso che stenta a riconoscersi nel proprio figlio. In programma anche un corto di un autore sardo, Fabrizio Derosas del Cineclub di Olbia, che presenta “Memento” (7 minuti), con Rossana Scugugia, Matteo Fiori e Battista Sanna. Alle 21e15 omaggio al cinema di Piero Livi e la proiezione del suo film “Pelle di bandito” (1969), a quarant’anni dalla sua presentazione al festival di Venezia.
Il giornalista Bruno Merella, che ha vissuto intensamente quel periodo dal punto di vista professionale, introdurrà la visione con una contestualizzazione storica. Alla serata, che si svolgerà nel cortile del Quadrilatero, saranno presenti il regista Piero Livi e Mavì Bardanzellu, unica protagonista femminile del film. L’ingresso è libero e aperto a tutti.
Scheda di “Pelle di bandito” (Italia 1969, 98 minuti), di Piero Livi
In origine, il film doveva chiamarsi: “Morire giorno per giorno”. Titolo forse meno evocativo, ma che rendeva bene il destino amaro, quasi tragico, di chi in quegli anni sceglieva la vocazione da bandito. Era il 1969, e nelle cronache della Sardegna si sentiva il clamore per la vicenda di Graziano Mesina, tornato in carcere nel 1968 dopo una latitanza durata due anni. Piero Livi approfittò di questa attenzione della stampa per estrapolare un soggetto originale di un film da presentare alla XXX edizione del festival del cinema di Venezia. Al Lido, però, la pellicola di Livi trovò la concorrenza di “Barbagia” di Carlo Lizzani e, forse anche per questa scomoda sovrapposizione, nessuno dei due riuscì ad avere un riconoscimento. Il film racconta la vicenda umana di Mariano De Linna (interpretato da Ugo Cardea) ma soprattutto riesce a offrire uno spaccato della Sardegna di quegli anni: la recrudescenza del banditismo e i difficili rapporti tra lo Stato e l’isola, dopo i tentativi di Vittorio De Seta (“Banditi a Orgosolo”), Gianfranco Mingozzi (“Sequestro di persona”) e Marcello Fondato (“I protagonisti”). Anche l’unico personaggio femminile vive in funzione di questo mondo, con una bellissima Mavì Bardanzellu nel ruolo della donna del bandito.
Piero Livi, classe 1925, si può definire, a tutti gli effetti, un regista indipendente. Dopo un primo amore per la fotografia, inizia la sua attività da filmaker e, nel 1957, gira il suo primo corto, “Marco del mare”. Contemporaneamente riesce ad essere l’ideatore, e il principale animatore, della Rassegna cinematografica di Olbia. Livi, malgrado debba fare i conti con una grande ristrettezza di mezzi e di tecnologie, riesce a produrre documentari e film di ottima qualità tra i quali, appunto, “Pelle di bandito” e “Dove volano i corvi d’argento”. L’omaggio che il Sardinia Film Festival gli rivolge non è motivato soltanto dalla sua langa carriera, ma anche dal senso di riconoscenza per un uomo che, come fondatore del Cineclub di Olbia, ha sempre propagato l’amore per la settima arte.
Il programma del Festival
L’appuntamento con la quarta edizione del Sardinia Film Festival è dal 23 al 27 giugno. Un giorno in più rispetto all’edizione precedente, a dimostrazione del successo di un’iniziativa che, anche quest’anno, sarà ospitata nei locali della facoltà di Scienze politiche. Il pubblico potrà assistere liberamente alle proiezioni di 131 tra le oltre 600 pellicole che hanno partecipato alla manifestazione. Si tratta prevalentemente di cortometraggi, un genere cinematografico che è sempre stato un laboratorio per le sperimentazioni più originali.
Le proiezioni pomeridiane si svolgeranno alle 17 sia nell’aula Verde sia nell’aula Blu della facoltà , con una suddivisione di massima tra le opere straniere (aula Verde) e quelle italiane (aula Blu). Tra le novità di questa edizione, c’è la possibilità di accedere al programma delle proiezioni sul sito www.sardiniafilmfestival.it, dove è anche possibile leggere una piccola scheda su ogni cortometraggio presentato al Festival.
La sera, alle 21.15, le proiezioni si sposteranno nel cortile del Quadrilatero per ospitare il pubblico in uno spazio più accogliente. Il Sardinia Film Festival, ovviamente, è aperto a tutti, in particolare a quanti cercano qualcosa in più rispetto alla cinematografia tradizionale. La sede universitaria dell’iniziativa vuole essere, inoltre, un elemento di richiamo nei confronti del mondo studentesco che, per definizione, ha grande interesse per le novità artistiche. Tra tutte le opere in programma, non mancheranno quelle in corsa per il premio finale.
Proiezioni speciali
Il 23 giugno, serata inaugurale del festival, verrà proiettato alle 21.15 il film “Pelle di bandito” nel 40° anniversario della sua presentazione al Festival del cinema di Venezia. Ci saranno anche il regista Piero Livi e l’attrice protagonista, Mavì Bardanzellu.
Mercoledì 24 giugno alle 10, l’aula Spagna del Quadrilatero ospiterà “Beket”, il film diretto da Davide Manuli che ha ricevuto il premio della critica indipendente al Festival di Locarno 2008. Dopo la proiezione (la prima assoluta in città ), il regista e l’attore Luciano Curreli incontreranno il pubblico e la stampa.
Anche l’ultima serata, quella del 27 giugno, sarà arricchita dalla proiezione di un corto speciale alle 21,15: “L’Arbitro”, dell’oristanese Paolo Zucca, vincitore del David di Donatello 2009. Una storia che in soli 15 minuti riesce a raccontare un derby calcistico surreale, nel quale si incrociano le vite di due protagonisti: un arbitro professionista, declassato per punizione nell’inferno calcistico della Sardegna interna, e un occasionale ladruncolo di agnelli. La pellicola è stata girata in gran parte a Bonarcado, in provincia di Oristano. L’assegnazione di questo premio prestigioso dimostra l’attività di un gruppo di filmaker che si fanno valere al di là dei confini sardi. Altri due esempi sono PJ Gambioli e Franco Fais, soci del Cineclub di Sassari, che rappresenteranno l’Italia al prossimo festival mondiale di Danzica.

