Incontro sulla crisi del territorio

I documenti di Provincia e Comune di Sassari per il presidente della Regione

venerdì 15 maggio 2009 11.25

E’ ancora in corso in Provincia l’incontro fra il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e le istituzioni della provincia. Presenti sindacati, sindaci e associazioni delle imprese. Pubblichiamo, intanto, il testo del documento presentato dalla Provincia.

 PROVINCIA DI SASSARI

DOCUMENTO SULLO STATO DI CRISI DELLA PROVINCIA DI SASSARI

La Provincia di Sassari affronta una situazione di crisi senza precedenti. I segnali d’allarme si moltiplicano col passare dei giorni, indicando una situazione ormai al collasso e destinata – se non si porrà un freno all’emorragia occupazionale e produttiva – a degenerare anche dal punto di vista sociale. Conosciamo tutti i mali endemici di un sistema economico locale che vive in stato di affanno già da alcuni anni, ma non ci stancheremo mai di ribadirli, elencarli e sottoporli all’attenzione di chi – a livello regionale e nazionale – ha il dovere di ascoltarci e di fare quanto possibile per arginare la difficoltà e promuovere il rilancio di un territorio che ritiene di avere comunque uomini e mezzi per puntare a uno sviluppo duraturo, che consenta alla Provincia di Sassari di riacquistare una condizione di stabilità economica e sociale oggi fortemente in discussione.
L’origine della crisi che stiamo vivendo non è poi così recente. Lo stato di coma della nostra economia è stato conclamato già nel 2007, quando l’eccezionalità della situazione ha imposto a tutti gli attori istituzionali, sociali, politici, economici e culturali di quest’area di mettere da parte le questioni di cuore e di appartenenza politica per chiedere a Cagliari un intervento straordinario che mettesse riparo a un disagio sempre più diffuso. È del 19 aprile del 2007, infatti, la sottoscrizione dell’intesa istituzionale tra Regione e territorio in cui si diceva a chiare lettere che doveva diventare obiettivo comune – e strategico per il bene di tutta la Sardegna – la creazione di un sistema territoriale coeso e solidale che favorisse lo sviluppo delle attività produttive coerente con le vocazioni del territorio e dell’ambiente della Provincia, la creazione di un moderno sistema di infrastrutture materiali e immateriali, il rispetto della sostenibilità ambientale nell’attuazione degli interventi e nell’utilizzo delle risorse naturali, lo sviluppo dell’economia anche col sostegno alle imprese che investono su ricerca e innovazione industriale, le iniziative per lo sviluppo locale, perseguendo l’integrazione fra il comparto del turismo e le attività produttive del territorio, specie nel settore agroalimentare e artigianale, la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici.
In quell’intesa, di cui oggi chiediamo a gran voce il rispetto e la realizzazione, erano indicati anche alcuni interventi che ancora adesso – a distanza di due anni – restano lettera morta. Si parla di infrastrutture: dalla realizzazione della Alghero – Sassari – Olbia all’ammodernamento della 131, dall’implementazione del sistema viario dell’interno ai collegamenti tra quelle stesse aree e la costa. Si parla della realizzazione dell’accordo di programma per la chimica, dello sviluppo dell’accordo di programma Prokemia. Si parla della riduzione dei prezzi dell’energia per l’industria chimica e della necessità di imporre ai proprietari di Fiume Santo, qualunque sia il loro nome, di confermare gli impegni assunti a suo tempo da Endesa: dalla realizzazione della centrale a ciclo ipercritico da 410 MW e futura conversione a metano per una produzione equivalente a quella di un gruppo a carbone alla dismissione dei gruppi 1 e 2 a olio combustibile. Si parla di trasporti: dal sostegno per lo sviluppo dell’aeroporto di Alghero e la realizzazione di un sistema aeroportuale regionale integrato alla continuità territoriale per il collegamenti tra Porto Torres e l’Asinara. E si parla ancora di ricerca, cultura, istruzione, ambiente, turismo, sanità, politiche sociali e politiche per la casa.
È quell’intesa la prova più lampante del fatto che il territorio della Provincia di Sassari e i suoi attori istituzionali, politici, sociali, economici e culturali conoscono bene i problemi e sanno quali sono le cure di cui il sistema economico locale ha urgente necessità. Eppure da allora poco o niente è cambiato. Anzi, nel giro di questi ultimi mesi abbiamo assistito al tentativo – cui ci opporremo fino all’ultimo – di smantellare la chimica. È l’unica, vera realtà industriale esistente nel nostro territorio, e vogliono privarcene – dopo avercela imposta per sessant’anni – senza darci una valida alternativa o una prospettiva di riconversione delle aree sfruttate sino a oggi. La levata di scudi degli ultimi mesi ha significato che al territorio non è sfuggita la portata drammaticamente storica di ciò che sta avvenendo sulle nostre teste. Sulle teste dei lavoratori, anzitutto, che sono i primi a pagare per le decisioni prese altrove, a nostra insaputa. Sono le lavoratrici e i lavoratori che oggi rischiano seriamente il proprio posto di lavoro, il primo motivo per cui oggi siamo qui, pronti a portare avanti questa battaglia fino in fondo.
Lo dobbiamo dire senza tentennamenti: il Nord Ovest Sardegna non vuole la fine del petrolchimico. Sarebbe un vero disastro. Ma vogliamo anche che cessino gli atteggiamenti pirateschi di un’industria che da questo territorio ha avuto tutto e oggi se ne vuole andare senza pagare il conto. Non lo permetteremo. Non esiste risarcimento per chi ha accolto l’industria come un miraggio, come la prospettiva di una crescita economica e occupazionale che oggi, di colpo, rischia di essere azzerata. Ecco perché noi non chiediamo il conto ma chiediamo, e lo facciamo con tutte le nostre forze, che la chimica vada avanti. Tra l’altro, quello di Porto Torres è un polo d’eccellenza, sia per l’adeguatezza degli impianti che per la professionalità e la serietà dei nostri lavoratori. C’è il petrolchimico, ha segnato profondamente la nostra terra, la nostra economia, il nostro tessuto sociale. Appartiene alla nostra cultura economica e ne paghiamo anche i danni dal punto di vista sanitario. In cambio, c’è chi pensa di poter andare e tornare a piacimento. Non lo permetteremo. Oggi il territorio è compatto, solidale. Abbiamo ritrovato la giusta compattezza sull’onda del sentimento di rabbia prodotto dal modo in cui ci siamo sentiti trattati e di preoccupazione di non sapere più cosa sarà di noi. Soprattutto, di non sapere più chi sta decidendo il nostro futuro e perché ritiene di poterlo fare senza neanche chiedercelo.
Da qualche mese viviamo in apprensione per le sorti della chimica, senza sapere più nulla sullo stato di attuazione delle intese, degli accordi e degli impegni assunti nei nostri confronti. E come se non bastasse, nel giro di poche settimane abbiamo dovuto subire nuovi attacchi, vere e proprie minacce a ogni chance di sopravvivenza di questo territorio. Dal trasferimento del G8 a L’Aquila alla mancata realizzazione della Sassari-Olbia, dalla promessa non mantenuta di cambiare la legge elettorale per le elezioni europee alla situazione di Tirrenia. Senza dimenticare l’incredibile numero di aziende – imprese di grandi, medie e piccole dimensioni – che rischiano di chiudere e lasciare a casa i propri dipendenti.
Gli Stati Generali della Provincia di Sassari si sono riuniti anche una settimana fa, a seguito del precipitare della situazione in cui versa la Sardegna Nord Ovest sul piano occupazionale, economico e sociale. Il tessuto produttivo e l’economia locale sono oggi gravemente compromessi. I diversi episodi cui si è fatto esplicito riferimento ha concorso in queste ultime settimane a far innalzare pericolosamente il livello di esasperazione dei lavoratori e di chi li rappresenta nei sindacati, nelle associazioni di categoria e nelle istituzioni. Dal dibattito, proseguito anche nei giorni successivi a quell’incontro, è emerso chiaramente che non c’è più tempo per analisi o impegni generici. Servono risposte urgenti e chiare. Chiediamo che la Regione faccia la propria parte, confermando il rispetto degli impegni assunti in passato e stando al fianco di questo territorio per sostenere le ragioni che a Roma non vengono ascoltate. Serve che la Regione si assuma piena responsabilità di quanto è nelle proprie competenze, ma non solo. Serve che sia la Regione, e chi la governa, a guidare una protesta civile ma molto determinata nei confronti di Roma e del governo nazionale.
Noi tutti, senza guardare ad appartenenze politiche che di fronte agli interessi di questo territorio passano decisamente in secondo piano, annunciamo sin da ora di essere pronti ad aderire a qualsiasi forma di sciopero o mobilitazione che le organizzazioni sindacali hanno già annunciato di voler intraprendere.

I PUNTI SU CUI SI CHIEDONO RISPOSTE CERTE E TEMPESTIVE

1. attivazione da parte del Governo nazionale – col coinvolgimento della Regione e dei rappresentanti istituzionali, sociali ed economici del territorio – di un tavolo di confronto sulla chimica per:
- applicazione del progetto di salvaguardia della chimica italiana annunciato dal Governo nazionale lo scorso 22 marzo 2009;
- applicazione del progetto di rilancio della filiera cloro-soda in Italia e in Sardegna;
- applicazione del progetto, ancora sconosciuto, per l’eventuale riconversione o riorganizzazione produttiva delle filiere di Porto Torres ritenute diseconomiche;
- applicazione del progetto di riattivazione degli impianti di cumene-fenolo;
- applicazione del progetto di destinazione di nuovi investimenti per il cracking.
2. attivazione da parte del Governo nazionale di tutte le procedure necessarie per il rilascio delle autorizzazioni definitive per l’avvio degli interventi di bonifica dei siti a carico delle aziende che operano all’interno del polo petrolchimico.
3. attivazione da parte del Governo nazionale di tutte le procedure necessarie per ottenere l’immediata disponibilità delle risorse necessarie per gli interventi più complessivi di bonifica dei siti.
4. attivazione da parte del Governo nazionale di processi che portino alla progettazione di nuovi investimenti industriali.
5. attivazione da parte della Giunta regionale di tutte le procedure necessarie per l’immediata realizzazione della Alghero – Sassari – Olbia, non più procrastinabile.
6. attivazione da parte della Giunta regionale di un tavolo di confronto con il governo nazionale per il rispetto di tutti gli impegni assunti prima di spostare la sede del G8 di questa estate da La Maddalena a L’Aquila.
7. attivazione da parte della Giunta regionale della Conferenza dei servizi A.I.A. per il rilascio delle autorizzazioni definitive, che sono indispensabili per accelerare i tempi dell’avvio degli investimenti di E.On a Fiume Santo.
8. attivazione da parte della Giunta regionale di tutte le procedure avviate affinché E.On sposti in Sardegna la propria sede fiscale.
9. attivazione da parte della Giunta regionale di un tavolo di confronto per la verifica dello stato di attuazione dell’Intesa istituzionale sottoscritta lo scorso 19 aprile 2007 e contenente una lunga serie di azioni ritenute prioritarie per il rilancio dell’economia locale.
10. attivazione da parte della Giunta regionale di tutte le procedure necessarie per sospendere il provvedimento dirigenziale con cui è stata interrotta la gara per l’aggiudicazione dei collegamenti tra Porto Torres e l’Asinara in regime di continuità territoriale.
11. attivazione da parte della Giunta regionale di tutte le procedure necessarie affinché il Governo nazionale scongiuri la definitiva uscita di scena di Tirrenia dal sistema dei trasporti marittimi da e per la Sardegna Nord Ovest.
12. attivazione da parte della Giunta regionale di tutte le procedure di sua competenza per l’immediata soluzione delle situazioni di crisi in cui versano i lavoratori di numerose aziende, enti e fondazioni del territorio. Tra i casi più recenti ed eclatanti:
- lavoratori della Electa, società di intermediazione finanziaria con sede a Predda Niedda, che il 17 aprile hanno firmato in Regione – coi funzionari preposti e davanti alle organizzazioni sindacali – l’accordo per la cassa integrazione in deroga per 264 persone e attendono di ricevere quanto dovuto da mesi;
- lavoratori della Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe, la cui difficile situazione gestionale è stata aggravata di recente dall’avvio della procedura ingiuntiva di un importo di oltre 6 milioni di euro da parte di Equitalia: oltre a non assicurare i pagamenti degli stipendi ai circa 200 lavoratori, questo fatto pregiudica la garanzia dei servizi minimi essenziali rivolti ai pazienti.

Il presidente della Provincia
Alessandra Giudici

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Si riporta qui di seguito l’intervento del

Sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau, pronunciato  questa mattina alla presenza del presidente della Regione , Ugo Cappellacci 

Un benvenuto al Presidente della Regione Ugo Cappellacci da parte  della città di Sassari che sempre di più  si sente parte integrante dell’area vasta che con altri sei comuni definiscono la seconda città metropolitana della Regione.Viene in un momento di profonda crisi del territorio che sta assumendo toni e carattere di drammaticità economica e sociale di cui la crisi del polo chimico di Porto Torres rappresenta solo l’elemento più evidente.Presidente, non siamo qui per lamentarci, anche se ne avremo tutte le ragioni. Siamo qui per chiedere impegni precisi al Governo regionale e precise istanze al Governo nazionale per difendere il territorio. 

Sulla chimicaIl mancato rispetto degli impegni presi  che hanno portato il compratore privato a smentire garanzie ed impegni assunti a livello nazionale ha fatto tramontare in pochi giorni ogni possibilità di speranza di salvataggio del polo chimico.È evidente che il tavolo nazionale  è l’unico  in grado di affrontare il problema della chimica in Italia  che resta strategica per il Governo ma, incredibilmente, non corrisponde alle strategie dell’ENI.È su questo che chiediamo una forte presa di posizione ed un’iniziativa da parte della Regione.Consideriamo questo incontro come preliminare ad altri sui temi che hanno interessato recentemente e in modo negativo il Nord Sardegna, e che rinviamo a quelle, speriamo prossime scadenze, gli approfondimenti, ma mi si consenta di sottolineare quanto attesi e necessari siano chiari indirizzi in tema di difesa dell’occupazione e di politiche di lavoro.Così come in una situazione così drammatica di crisi siano attese forti iniziative di politica sociale e contrasto alla povertà che consentono alle Amministrazioni locali di affrontare con mezzi adeguati  la situazione.Sono certo che raccoglierà la protesta e le perplessità nate dalla perdita e messa in discussione di vere e proprie opportunità di sviluppo e mi riferisco allo scippo del G8, per cui sappia che, in merito alle modalità di comunicazione che hanno privilegiato gli organi di informazione alla Sua persona, ha la solidarietà di tutti i sardi che con Lei si sentono offesi per questo incredibile atteggiamento.Spero non siano confermate le indiscrezioni circa il disimpegno del Governo sul completamento delle opere le cui spese  ricadrebbero ancora una volta interamente sui sardi.Ma mi riferisco anche all’incredibile balletto sui tempi e i modi per riparare al precedente scippo della Sassari – Olbia  che voglio ricordare sarebbe stata completata secondo impegni presi propio in questi giorni.In questo quadro di oggettiva debolezza della nostra Regione non può non preoccupare il recente accordo con il Governo francese sul nucleare.Sappia, Presidente, che su questo tema saremo con Lei contro la prospettiva di insediamento nella nostra Regione di qualsiasi centrale nucleare.Rimando ad altro incontro  un approfondimento sull’Accordo istituzionale  Regione – Area di Crisi Sassari, Alghero, Porto Torres siglato dalla precedente Amministrazione regionale  che pure contiene numerosi elementi di preoccupazione e richiede conferme ed impegni  precisi su temi essenziali come gli investimenti in edilizia sanitaria, nel polo universitario e nell’ edilizia residenziale pubblica.Chiudo cogliendo l’occasione per chiedere una forte sollecitazione ad E.on per il rispetto degli impegni presi  con il  territorio  e la Regione richiedendo con forza anche il mantenimento  della tempistica per la realizzazione  del nuovo gruppo a carbone a Fiume Santo che significherebbe nuovi investimenti e una nuova occupazione in un momento particolare.Presidente, Lei rappresenta tutti i sardi, sono certo che saprà rappresentare degnamente anche questo territorio, difendendolo e cogliendo le giuste rivendicazioni, dandogli quelle risposte  che attende e per le quali non è  più possibile aspettare. 

Il

Sindaco di Sassari

Gianfranco Ganau

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