Insieme il Consiglio provinciale
e i 66 comuni del territorio

Giovedì a Porto Torres per il Petrolchimico

lunedì 12 gennaio 2009 14.54

Il Consiglio provinciale, i 66 Consigli comunali del Sassarese, gli organi e le giunte delle associazioni di categoria e imprenditoriali del territorio si riuniranno giovedì alle 9,30 al Palasport di Porto Torres per sottoscrivere un documento unitario che solleciti l’immediata riapertura degli impianti del polo Petrolchimico. L’iniziativa è stata presentata oggi nella sala Angioy dalla presidente Alessandra Giudici e dai segretari territoriali di Cgil, Cisl e Uil, Antonio Rudas, Andrea Ruiu e Arnaldo Melissa. “Ci sentiamo presi in giro – hanno detto i rappresentanti sindacali – da un governo che non riesce a mantenere le promesse. Il 31 dicembre il presidente del Consiglio si era assunto in prima persona la responsabilità di sollecitare la riapertura degli impianti, mentre il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola aveva garantito l’avvio di un tavolo di concertazione sulla chimica entro metà gennaio. Ad oggi non abbiamo ottenuto alcuna risposta, e l’unico risultato tangibile è la cassa integrazione per 350 lavoratori”. Il timore, secondo i confederali, è che le prossime elezioni regionali possano condizionare le politiche governative: “Non pensino di risolvere la questione pochi giorni prima del voto per orientarne il risultato”, ha spiegato Melissa (Uil), mentre Rudas (Cgil) ha rinnovato al governo la richiesta di impedire la dismissione di interi settori industriali, denunciando “il continuo tentativo di rompere l’alleanza sindacale e sociale stipulata con la grande manifestazione del 4 dicembre a Porto Torres”. Analoga sollecitazione al presidente del Consiglio è giunta da Andrea Ruiu (Cisl) che ha ricordato come il 46% del reddito in provincia di Sassari derivi dalle pensioni e che la chiusura definitiva del polo petrolchimico causerebbe il collasso dell’intera economia locale. Intanto i sindacati hanno fatto sapere che lo sciopero generale territoriale annunciato per il 14 febbraio potrebbe essere anticipato e non hanno escluso ulteriori iniziative di lotta nei giorni precedenti le elezioni.

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