Il progetto presentato dall'assessore
all'Ambiente Salvatore Demontis
Una rete di percorsi da Porto Ferro all’Argentiera
Giovedì 4 Dicembre 2008 17.39
Migliorare l’accessibilitĂ e la godibilitĂ dell’ambiente costiero del Comune di Sassari, in particolare l’area della costa nord occidentale dell’isola, nell’area compresa tra Porto Ferro e l’Argentiera. Questo lo spirito che ha caratterizzato l’intervento realizzato dall’assessorato all’Ambiente del comune di Sassari, grazie al “PITSS.1:Infrastrutturazione generale aree naturalistiche: rete viaria nel territorio del Comune di Sassari”. Il progetto, finanziato con fondi Por per un totale di 3 milioni e 800 mila euro, comprende l’attivazione di una rete di percorsi che consentono di raggiungere e di poter fruire di siti di notevole interesse sia paesaggistico che storico, in un ottica di tutela e sostenibilitĂ del sistema, favorendo, al contempo, l’incremento di nuovi flussi turistici.
Una rete presentata nel corso di un convegno che si è svolto oggi a Sassari, al Palazzo di CittĂ , ed al quale sono intervenuti l’assessore comunale all’Ambiente, Salvatore Demontis e l’urbanista Bruno Gabrielli. Sulla fruibilitĂ dei percorsi e sulle loro peculiaritĂ hanno parlato anche Ferdinando Fiori della sezione sassarese del Club Alpino italiano, il vicepresidente della Federalberghi del Nord Sardegna, Elisa Fonnesu e il responsabile provinciale Uisp della Lega Montagna, Giovanni Piras.
“Ultimata la riqualificazione dei percorsi – ha detto l’assessore Demontis – occorre ora promuovere da, un punto di vista turistico, uno dei territori piĂą belli e sconosciuti dell’isola, compreso tra i comuni di Stintino ed Alghero e con i quali occorre fare sistema. Ecco perchè abbiamo anche pensato ad una importante campagna visiva di promozione presso l’aeroporto di Fertilia”. E sempre per far conoscere al grande pubblico quest’area che sono state stampate 40 mila cartine in cui sono evidenziati i percorsi sui quali si è intervenuto e che saranno distribuiti in tutte le strutture ricettive del Nord Sardegna e negli enti turistici. L’architetto Bruno Gabrielli ha anche ricordato che il binomio tutela e valorizzazione è difficile da portare avanti ma non esiste conservazione senza innovazione. La rete di accessibilitĂ all’area, illustrata nella cartina è costituita sia da percorsi carrabili che da sentieri esclusivamente pedonali.
I percorsi carrabili ricalcano, generalmente, la viabilitĂ agraria d’origine la cui percorribilità è stata recuperata con interventi leggeri garantendo l’assenza di modificazioni ambientali percettibili. Si è, inoltre, provveduto alla regimazione delle acque superficiali con canalizzazioni, drenaggi e piccole tombinature, ma anche alla realizzazione di un ponte in legno lamellare che attraverso il rio Flumini.
I tracciati si sviluppano su strade vicinali censite e, per alcuni tratti, su proprietà private, con i quali si è stupulato un accordo di fruibilità pubblica a fronte di un intervento di manutenzione delle strade.
Quattro i sentieri principali, su un’area di 61 metri quadri: Lampianu - Cala Fiumini, 80 metri di dislivello, Cala Fiumini -Strada Finagliosu, 157 metri di dislivello, Strada Finagliosu - Lifurreddi, con un dislivello di 204 metri, ed infine Li Furreddi – Parcheggio la Pedraia, dislivello 204 metri.
I percorsi si snodano in un’area caratterizzata dal contrasto tra i selvaggi costoni a picco sul mare ed i dolci profili dei rilievi interni. La parte piĂą a nord, sino a punta Lu Caparoni, è distinta dalla presenza di rocce scure metamorfiche, risalenti al Paleozoico, mentre nella parte piĂą a sud, dominata Punta Lu Caparoni e Punta Belardinu, prevalgono le formazioni arenacee del Permo - Trias ed il grande sbarramento dunale di Porto Ferro, risalente all’Olocene, che ha creato il lago di Baratz. La vegetazione spontanea è costituita da macchia mediterranea e quindi da lentisco, cisto, calicotome, euforbia, erica, mirto e corbezzolo, con la presenza del ginepro fenicio e dell’olivastro. Nelle carighe costiere la vegetazione prevalente è l’elicriso, la lavanda e il rosmarino. Non mancano endemismi come la centaurea horrida, l’astragalo, la ginestra corsa ed il raro anchusa crispa.
Il territorio ha visto la presenza umana sin da tempi remoti, come testimoniano i numerosi nuraghi, ed una certa presenza in epoca medioevale (ruderi del castello di Monte Forte e torri costiere).
Tutta l’area è inserita all’interno del Parco Geominerario della Sardegna come area di interesse archeologico-minerario.


