Il 17 dicembre il tavolo a Roma con il Governo
Migliaia in corteo per difendere il Petrolchimico
Giovedì 4 Dicembre 2008 12.50
Erano anni che non si vedeva uno sciopero così partecipato. Migliaia di persone, forse quattromila, hanno sfilato questa mattina accanto ai lavoratori del Petrolchimico che rischiano di perdere il posto di lavoro. Assieme a loro i sindaci del territorio, ma anche Confindustria e Confcommercio, la conferma, qualora ce ne fosse bisogno, che la chiusura del Petrolchimico non è un problema solo di chi ci lavora, ma dell’intera economia del nord ovest della Sardegna. I sindacati da almeno due anni hanno denunciato il rischio che correvano i lavoratori di Polimeri. Inascoltati dalle forze politiche del territorio e della Regione. Per questo presenze come quelle del presidente Soru e dell’assessore regionale all’industria Concetta Rau, entrambi in corteo, sono apparse almeno fuori luogo, se non offensive. In tutto il loro mandato si sono completamente disinteressati del nord Sardegna, e ancora di più della vicenda Chimica. La loro ultima visita (a sorpresa) al Porto Torres, qualche settimana fa, è stata caratterizzata dalla “spiaggetta adiacente lo stabilimento di E.On”. Da restare senza parole. E non da meno per la presidente della Provincia Alessandra Giudici, che dopo aver rotto ogni dialogo con i sindacati, si è messa scrivere “ai piani alti dell’Eni” meno di un mese fa e, come avevamo già scritto, se l’effetto è questo meglio che continui a pensare e fare altro.
La nota positiva di questo sciopero è il coinvolgimento del territorio, finalmente si è capito che non è solo un problema di Porto Torres. La presenza di tanti sindaci e di tante associazioni è stata la dimostrazione che la ricaduta negativa va a toccare oltre 4 mila posti di lavoro, a cascata. I sindacati, che hanno sfilato in apertura del corteo (lontano da Soru) hanno ribadito che “questo sciopero non è una difesa a oltranza della chimica, ma dello sviluppo e dei posti di lavoro”. Il problema è “la politica, che non ha mai lavorato per costruire un’alternativa alla chimica”. Intanto il Governo ha già risposto all’ultimatum dei sindacati: il tavolo di confronto a Roma è stato convocato il 17 dicembre.


