Polimeri Europa ha comunicato la chiusura degli stabilimenti di Porto Torres dal 1 dicembre al 31 gennaio
Il Petrolchimico chiude per due mesi
Martedì 25 Novembre 2008 18.15Due mesi di chiusura, dal 1 dicembre al 31 gennaio. Viene subito da pensare: è l’inizio della fine. La giustificazione per questa chiusura degli impianti di Porto Torres è “la crisi dei mercati internazionali”. Non consola, anzi. La riduzione al minimo operativo (che vuol dire non spegnere le macchine ma lasciarle improduttive) degli impianti di fenolo e cumene dal 1 novembre per un anno è stata già una chiara avvisaglia. Una crisi, quella del petrolchimico di Porto Torres, che interessa tutta la provincia di Sassari e che, purtroppo, le forze politiche non hanno saputo capire per tempo. Solo in queste ultime settimane si parla di “tavolo comune”, ma forse è tardi. I sindacati sono anni che invitano al confronto insieme alle istituzioni, ma purtroppo spesso i comuni si apparentano se i sindaci sono della stessa coalizione, o addirittura qualcuno va da solo, come per esempio la Provincia Se questi sono gli effetti delle lettera del presidente della Provincia Alessandra Giudici “ai piani dell’Eni” (come da un suo comunicato) c’è poco da stare allegri. Oppure la visita del governatore Soru che rassicura, riguardo l’acquisto di Ineos da parte del gruppo Sartor, di aver parlato con lo stesso Fiorenzo Sartor e con Cacciari. Ma Sartor, se chiude l’Eni, girerà al largo mille miglia da Ineos e da Porto Torres. E allora, va bene la vicinanza delle prossime regionali, ma qui stiamo parlando della pelle di migliaia di lavoratori. Perchè tanti sono i posti a rischio, a lungo termine quelli assunti a tempo indeterminato, saltano subito i contratti a tempo e tutto l’indotto che vive e fa vivere grazie al Petrolchimico. Però era importante, per Soru, ribadire che grazie al suo impegno E.On restituirà la spiaggetta ai sardi, così tutti i nuovi disoccupati sapranno dove andare a passare il tempo. L’unica notizia positiva arriva sul fronte sindacale, ricompattato su questa grave crisi. Non solo, la vertenza sarà assunta direttamente dai tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, in supporto a quelli di categoria.


