“Verso la grande ICI”, intervento di Girolamo Ielo

Giovedì 21 Agosto 2008 10.35
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Verso la grande ICI
Di Girolamo Ielo

“Il ministro Umberto Bossi ha dichiarato che verrà reintrodotta l’ICI. Subito dopo ci sono state retromarce, rettifiche e prese di posizioni. Le acque sembrano essersi calmate. Ma no è proprio così. Il ministro Bossi, però, ha ragione. Avremo, stante le dichiarazioni del ministro Roberto Calderoli, non solo la reintroduzione dell’ICI, ma la istituzione di una grande ICI.
Ora, fino a quando si parla in termini generici e astratti, come il recente progetto di legge(pdl) del governo sul federalismo fiscale, tutti sono d’accordo. Pensano che le entrate tributarie, attualmente in vigore, saranno riscosse dallo Stato e redistribuite alla periferia (regioni, comuni e province) secondo il principio: più danari per le zone dove si producono più entrate tributarie. Questo non è un vero e proprio federalismo fiscale, ma una specie di federalismo finanziario ancorato a tributi statali.
Le cose cambiano, invece, quando si vuole un federalismo effettivo. Al comune si dà la possibilità di avere una platea di imposte più ampia e qualificata sulla quale agire. Riscuote di più in proprio. E qui succedono i guai.
Dal Pdl astratto si dovrà passare al concreto. Ed ecco la novità. Che poi non è una novità in quanto gli studiosi di finanza territoriale ne parlano da alcuni lustri: un’imposta unica sugli immobili da affidare ai comuni.
Oggi il cespite immobiliare(fabbricati, terreni ed aree fabbricabili) è colpito da oltre dieci imposte( ici, irpef, ires, irap, imposte ipotecarie e catastali, imposta donazione e successione, tarsu, tosap, ecc). Si pensa, in tal senso diverse dichiarazioni di Calderoli, di mettere tutte queste imposte in un’unica imposta da affidare ai comuni. Una grande ICI.
Una grande ICI che avrà un gettito pari al gettito complessivo di tutte le imposte soppresse.
A prima vista sembra una idea molto efficace: semplificazione, trasparenza, minori adempimenti per i contribuenti, ecc. Ma è proprio così? Una imposta di questo genere creerà, se non verrà disciplinata e regolamentata in modo dettagliato e diversificato, un vero e proprio sconquasso. Il clima rovente scaturito dalle dichiarazioni di Bossi sulla reintroduzione dell’ICI sarà minima cosa.
Prendiamo le imposte che verranno soppresse. Le imposte indirette ( registro, ipotecarie, catastali, donazione e successioni, ecc.) sono corrisposte al momento in cui il cespite immobiliare passa di proprietà. Sono imposte una tantum, e non ricorrenti. Le imposte dirette( irpef, ires, irap) sono corrisposte dai proprietari sul reddito (teorico o reale) che viene prodotto nel corso di un periodo fiscale. Sono imposte ricorrenti e annuali. L’ICI(imposta reale), che viene corrisposta al comune dai proprietari in base ad una base imponibile non reddituale. E’ un’imposta annuale e ricorrente. La tarsu, la tassa sui rifiuti, non c’entra con la casa. Si corrisponde una somma in cambio di un servizio. E’ corrisposta dagli utilizzatori di case e fabbricati, è ricorrente e ha una base che non è reddituale. La tosap, tassa sulle occupazioni di spazi ed aree pubbliche, non c’entra con la casa, ma riguarda le occupazioni di beni pubblici. E’ ricorrente, per le occupazioni permanenti, è temporanea negli altri casi. Non è ancorata al reddito.
Ora, mettere assieme tutte queste imposte con basi imponibili diverse, con presupposti imponibili diversi e ricorrenza diversa sarà una cosa molto ardua, con risultati molto devastanti per i contribuenti.
Ipotizziamo un’unica imposta immobiliare comunale con una sola base imponibile. Per il possesso e il godimento di un fabbricato il proprietario dovrà farsi carico, annualmente, di una parte di tutte le imposte soppresse, anche di quelle indirette. Non v’è dubbio che l’onere tributario sarà molto elevato. Ci sarà un spostamento dell’imposizione sulle alienazioni(imposte indirette) a quelle di mantenimento dei cespiti(imposte dirette e reali). In una situazione del genere trarranno beneficio coloro che alienerranno i cespiti.
Per evitare, almeno in parte, questa situazioni si potrà pensare ad un’imposta unica sugli immobili a basi imponibili variabili: una per il possesso continuativo e una, o più, per le alienazioni”.
gielo@email.it

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