La questione illustrata in una conferenza stampa del "Centro Studi Agricoli"
Agricoltura: a rischio 590 milioni di euro
Martedì 29 Luglio 2008 10.30Stranamente la Sardegna ottiene ingenti finanziamenti ma a causa di una incompressibile burocrazia e lentezza da parte della Regione i finanziamenti non vengono spesi, grande preoccupazione in tutti i settori e in particolare quello agricolo dove si rischia di perdere 160 milioni e quello della pesca dove si rischiano di perdere 36,5 milioni, settori considerati trainanti per l’intera economia sarda. (calcolati su proiezioni di capacita di spendita su dati storici al 31.12.2008)
A fare i conti Tore Piana e Salvatore Loriga dell’associazione “Centro Studi Agricoli” che si occupa delle problematiche dell’agricoltura in Sardegna, come base di calcolo sono stati presi i dati ufficiali diffusi dalla Ragioneria Generale dello Stato.
“Un fatto gravissimo che in Sardegna non si era mai verificato” affermano Tore Piana e Salvatore Loriga, e fanno appello direttamente al presidente Soru, affinchĂ© prenda in mano direttamente la situazione. “E’ sconfortante - dichiara Tore Piana - assistere all’inerzia di chi oggi amministra la Regione, restituire denari per incapacitĂ di spendere in un momento di crisi profonda dell’economia sarda, un fatto da Terzo Mondo”
“Per uscire da questa impasse credo che la soluzione sia quella di approvare una legge delega ponte, che scavalchi i limiti imposti dalla legge 31 sul trasferimento del personale da un’ufficio all’altro e la nomina di un commissario con pieni poteri, come fatto per i rifiuti di Napoli,addetto alla spendita dei fondi comunitari. Non vedo altra scelta”aggiunge Tore Piana. Sulla questione hanno assunto una posizione critica anche autorevoli esponenti della maggioranza, anche lo stesso presidente della commissione agricoltura del Consiglio Regionale, Licheri.
Piana e Loriga hanno detto che recentemente il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato (www.rgs.mef.gov.it) ha pubblicato il Bollettino statistico inerente il monitoraggio sugli Interventi Comunitari 2000/2006 al 30/04/2008, ossia sulla spendita dei Fondi Comunitari di cui al POR 2000-2006 per tutta l’Italia, con piena ufficialità dei dati.
In particolare si evidenziano i movimenti economici, sia per le singole regioni interessate, ma anche per i singoli Fondi strutturali, che consentono all’Unione europea di concedere aiuti finanziari a programmi pluriennali di sviluppo regionale negoziati.
“Analizzando il solo caso della Regione Sardegna leggiamo che dobbiamo ancora spendere l’enorme cifra di 910 milioni di euro” hanno ribadito Piana e Loriga.
In particolare, hanno spiegato:
-Nel Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), che finanzia le infrastrutture, gli investimenti produttivi intesi a creare posti lavoro, i progetti di sviluppo locale e gli aiuti alle PMI; il Fondo sociale europeo (FSE), che favorisce l’adeguamento della popolazione attiva ai mutamenti del mercato dell’occupazione nonchĂ© l’inserimento professionale dei disoccupati e delle categorie sfavorite, soprattutto finanziando le azioni di formazione e i sistemi di incentivi all’assunzione, i soldi non spesi sono ancora tantissimi, pari a ben € 520.000.000;
-Nel Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEOGA - sezione “orientamento”), che finanzia le azioni di sviluppo rurale e di aiuto agli agricoltori, principalmente nelle regioni che presentano un ritardo nello sviluppo ma anche nel quadro della Politica agricola comune (PAC) nel resto dell’Unione , i soldi non spesi sono ancora tantissimi, pari a ben € 168.000.000;
-Nello Strumento finanziario di orientamento della pesca (SFOP), che finanzia la riforma strutturale del settore della pesca, i soldi non spesi sono ancora tantissimi, pari a ben € 38.000.000;
-Nel Fondo di coesione, intende finanziare progetti ambientali e di miglioramento delle reti di trasporto negli Stati membri dell’Unione, ove il PIL è inferiore al 90% della media europea, i soldi non spesi sono ancora tantissimi, pari a circa € 181.000.000;
“In questo contesto dobbiamo sottolineare che, pur con il supporto dei tecnici della “Short list” e la recente delibera di semplificazione degli atti amministrativi, ancora oggi inapplicata per mancanza di norme di attuazione e di informazioni procedurali, pur impegnandoci tutti al raggiungimento dell’obiettivo comune, ossia la maggior spendita possibile dei fondi comunitari, in soli 8 mesi, tra cui l’estate ed il periodo natalizio, anche se agli attuali amministratori regionali riusciranno a dare questa accelerata nella spesa dei fondi comunitari, si riuscirà a fare veramente poco” hanno detto.
“Riuscendo a spendere, cosa molto dubbiosi, anche100 milioni di euro, i soldi che dovremo restituire e che di fatto non saranno spesi in Sardegna saranno sempre tantissimi” ha ribadito Tore Piana.
L’aspetto peggiore, secondo i rappresentanti del Centro studi agricoli “è che si sta continuando su questo andazzo, ove anche se la riforma per il PSR del 2007-2013, conferma i quattro principi fondamentali dei Fondi Strutturali quali programmazione pluriennale, addizionalitĂ , valutazione, parternariato, dopo due anni la spendita dei finanziamenti dello stesso PSR è ferma al palo”.
Solo recentemente sono stati pubblicati 4 bandi per l’Asse 2, ma per il resto la spendita è ferma.
Ossia su 1.250 milioni di euro sono stati spesi solo per i trascinamenti del vecchio POR ed iniziato a impegnare, non a spendere, i fondi del PSR e solo per l’asse 2.
“La cosa strana è che alcune misure del POR hanno speso tutti i soldi a loro disposizione e stanno intaccando anche il PSR, altre misura invece non sono state minimamente intaccate o lo sono state solo per quota parte, di fatto la Sardegna rischia di perdere circa 590 milioni di euro del vecchio POR 2000-2006 e di non riuscire a spendere gli altri fondi assegnati dalla UE” hanno aggiunto.
“Noi non ci possiamo permettere tale fuga di capitali, gli agricoltori, i pastori ed i pescatori sono al collasso, gli artigiani boccheggiano, i commercianti si disperano e i nostri politici rischiano di fare ulteriore danno” hanno rimarcato Piana e Loriga.
Secondo il Centro studi agricoli “per non perdere anche i fondi del PSR 2007-2013, è importante attivare immediatamente sinergie con tutti gli operatori del settore al fine di trovare soluzioni significative che siano utili non solo al sistema comunitario, ma altresì al sistema Regionale”.
Infatti, la dispersione di fondi non è solo una perdita di ricchezza per il territorio, ma è una perdita di opportunità , di occasioni mancate di sviluppo e di crescita economica e quando queste occasioni non si sono potute perseguire per l’atteggiamento superficiale di alcuni, è sicuramente la Sardegna, con tutti i suoi operatori, agricoltori, pastori, pescatori ecc, che nel suo complesso che subisce una perdita.


