Il Puc di Sassari e le sue “veritĂ ”
Lunedì 14 Luglio 2008 16.43Il consiglio comunale ha votato, dopo 22 anni, il nuovo Piano Urbanistico di Sassari. La delibera viene protocollata come “evento storico”, come fatto eccedente l’ordinaria amministrazione. Ma e’ arcinoto che la durata media - nel senso di utilizzo a completamento – di un documento di programmazione urbanistica è di 25 anni. In Costa Smeralda si sono utilizzate di recente cubature risalenti all’Aga Khan. Questo per dire sui tempi. Ma è pur vero che quando si deliberano progetti e programmi ( vedi il PUC ) dall’indubbio peso politico-amministrativo, compiacersene è un atto doveroso e a caduta naturale. Il compiacimento e la felicitĂ , però, sono stati offuscati da una lettera anonima arrivata il pieno Consiglio comunale con tempismo sospetto, nella quale vengono indicate presunte agevolazioni “parentelari” che il documento urbanistico conterrebbe. Diciamo che non costituisce novitĂ alcuna nella storia dell’amministrare la cosa pubblica che l’anonimato faccia sentire la propria voce con puntualitĂ cronometrica, quando l’argomento tocca interessi particolari nella quadro di interventi di carattere generale. Un intervento di cittĂ ricco di interessi che dipendono solo da scelte politiche nel programmare, come nel caso in questione, fa galoppare la fantasia. Scelte non dettate da formule magiche, ma da indicazioni politiche locali che devono essere allineate alle disposizioni di legge in ambito regionale. Nella fattispecie, devono rispettare il Piano Paesaggistico Regionale di recente emanazione. Poco importa se il piano in questione , sentenza dopo sentenza, stia subendo pesanti martellate dal Tar ( Tribunale Amministrativo Regionale ). Ma veniamo all’anonimato che ha fatto – e sta facendo – perdere il sonno a piĂą d’uno. Ferma restando la condanna verso chi si serve del muretto a secco per cercare giustizia o legittimazione, va detto che da due mesi a Sassari il fatto in questione è nella bocca di tutti. Due mesi addietro, infatti, è stata recapitata a diverse persone, in qualche modo interessate alla vita sassarese, una missiva circostanziata ( meglio dire : fortemente circostanziata) nella quale si indicano i dettagli catastali delle aree interessate al PUC, si fanno nomi e cognomi, gradi di parentela, si citano atti notarili recenti che riguardano compra-vendite di aree individuate a sviluppare cubatura. Nulla di nuovo, quindi. La missiva in questione è stata recapitata a operatori dell’informazione, imprenditori, uomini politici, associazioni, ecc..Ma ancora di piĂą : la “ lettera - denuncia “ è stata recapitata alla Procura della Repubblica e alla Guardia di Finanza. La Procura della Repubblica, com’era giusto che fosse, ha aperto un fascicolo e indaga da due mesi. Va da sĂ© che la lettera anonima arrivata il pieno consiglio comunale, due mesi dopo che mezza cittĂ ne era informata, consegnata giorni addietro alla Procura dal sindaco Ganau e dall’assessore all’Urbanistica Meloni, non costituisce per la stessa Procura alcuna novitĂ . Crediamo che la Procura metterĂ a confronto le “ anticipazioni-rivelazione” risalenti a due mesi addietro e il deliberato del Consiglio comunale della passata settimana. VerificherĂ la credibilitĂ o meno delle anticipazioni. Non si comprende, quindi, “ la rabbia ed il dolore “ per qualcosa che era nota a tutti. Che un piano urbanistico solletichi le piĂą variegate fantasie( e qualche sospetto ) è indubbio, che ci si sorprenda appare quantomai esagerato. Spesso ci mette lo zampino anche l’informazione. Non va dimenticato quale fu l’atteggiamento di qualche giornale, 15 anni addietro, quando gli amministratori di allora ipotizzarono di dotare piazza Italia di un parcheggio sotterraneo. Quali fantasie si scatenarono. Non da meno avvenne quando si trattò per un parcheggio al Fosso della Noce. Si fecero le pulci sul raggruppamento d’impresa, la RIOP, e certa informazione “a mo’di gramigna” lavorò quanto basta sulla psiche del lettore. Oggi notiamo con soddisfazione che l’anonimo è un “ corvo”. E’ vero : il tempo passa, ma passano anche le amministrazioni. Ci sono altre veritĂ sul PUC che il cittadino intende conoscere. Vorrebbe sapere,ad esempio, se lo strumento urbanistico in questione è gravato da seri interrogativi di legittimitĂ . Se, come è avvenuto per il Ppr, sarà “ martellato” da possibili sentenze del TAR. Se la “ novità “ delle zone C2 cozza con il decreto Floris. Se anche l’altra “ novità ” che si chiama perequazione compensativa non sia in odore di illegittimitĂ . Si vorrebbe sapere-giusto per sgomberare il campo da ogni e qualsiasi ombra – cosa ha inteso dire il consigliere di maggioranza, Salvatore Chessa, quando ha affermato : “la verità è che pochi sanno che cos’è il PUC “. Un’affermazione che meriterebbe un chiarimento, perchĂ© si presta a piĂą di una considerazione. Ha il sapore di un deliberato pubblico, ma a elaborazione privata. Inutile sottolineare che in politica ci sono parole che vanno maneggiate con cura. Ora ci saranno sessanta giorni per le osservazioni e non è da escludere il ripetersi di “ c’è posta per te “. Essendo il PUC materia altamente infiammabile viene da pensare se non sia il caso di percorrere la strada del ministro Brunetta : rendere pubblici i nomi dei proprietari dei terreni interessati al PUC, in particolar modo quelli che andranno a beneficiare di cubatura. Si taglierebbe la testa al toro alle illazioni e, forse, le poste lavorerebbero meno.
M.S.
