Mario Floris (Uds) scrive al presidente Soru sui problemi della pesca
Giovedì 12 Giugno 2008 16.53 Consiglio Regionale della Sardegna
Gruppo Misto – UDS
On. Mario Floris
LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE
Signor Presidente,
avrĂ seguito sicuramente il momento di grave tensione che accompagna il rischio di inattivitĂ dei pescatori sardi a causa dell’impennata dei prezzi del carburante. E’ un problema, che riguarda le marinerie europee, sul quale, prima o poi, dovrĂ assumere un decisione l’UE, anche se le istituzioni di Bruxelles sembrano restie ad intervenire per le dimensioni del fenomeno, che non riguarda solo la pesca, ma anche, ad esempio, i trasporti.
II caro petrolio condiziona il bilancio dell’attivitĂ . Infatti, in molti casi, le barche che caricano mille euro di carburante, spesso non portano a casa mille euro di pescato. Molti pescatori saranno costretti a mettere in disarmo i natanti. La protesta è dura e richiede un immediato intervento delle autoritĂ competenti, Regione compresa.
La riduzione del costo alla pompa prevede un percorso complesso e, probabilmente, non può prescindere da una riforma legislativa (legge statale 22 dicembre 1980, n.891) sulle imposte di fabbricazione, 9/10 delle quali sono di spettanza regionale. Il problema Ă© se esigere il pagamento alla produzione o, differito, alla pompa. In quest’ultimo caso, infatti, le imposte di fabbricazione vengono pagate nei luoghi di consumo, non nei luoghi di produzione. Considerato che la raffineria Saras vende una quota rilevante dei prodotti sardi fuori dall’isola, alla Sardegna - che paga il prezzo di una presenza industriale comunque scomoda ed inquinante - non spetta alcun beneficio fiscale, come sarebbe se la norma su richiamata fosse modificata e si tornasse alle norme statutarie che impongono il pagamento delle imposte sui beni prodotti in Sardegna.
Ho letto sulla stampa che i pescatori hanno chiesto un incontro con la Saras in previsione di un accordo sull’acquisto privilegiato di carburante.
Ritengo che sarĂ poi la volta di altre categorie (penso, in primis, agli autotrasportatori) che andranno a bussare alla raffineria.
lo credo, invece, che spetti alla Regione intervenire, sia nei confronti dell’Unione europea (è difficile ravvisare il principio degli aiuti di Stato su interventi comuni all’intera ComunitĂ ), sia nei confronti del Governo nazionale, impegnato a riconoscere il rispetto dei contenuti dello Statuto,
Il settore della pesca attraversa da anni un periodo di grande difficoltĂ . Per questo motivo il Consiglio regionale ha approvato, nel 2006, una legge che favoriva lo sviluppo economico, attraverso la competitivitĂ , delle aziende. Quella legge che prevedeva, ad esempio, i “bacini” di pesca, la cui gestione era affidata alle marinerie e consentiva interventi per migliorare natanti e attrezzature, è rimasta in gran parte inapplicata e inapplicabile (al di fuori della previsione del rilancio del settore fa inevitabilmente scattare il provvedimento d’infrazione), lasciando a se stesso un comparto che assicura lavoro a migliaia di persone e che ha, finora, conosciuto solo procedure tormentate e scarsamente efficaci.
Le chiedo, Signor Presidente, di far sapere - a me, che Le scrivo, ma soprattutto ai pescatori - quali iniziative vuol mettere, immediatamente, in campo per ridurre un fortissimo disagio che minaccia una forte tensione sociale e, peggio, la definitiva catastrofe di un settore in attesa da anni di un effettivo rilancio per l’importanza che riveste nell’economia dei consumi.
On. Mario Floris
Cagliari, 6 giugno 2008
