Per Nanni Moro (An) la crisi in Comune nasce dal Puc
Mercoledì 11 Giugno 2008 18.27Il consigliere regionale di An, Nanni Moro, interviene con una nota sulla crisi al Comune di Sassari.
“Credo che i cittadini non abbiano davvero capito nulla del “tranquillo week end di crisi” che ha attraversato il Comune di Sassari. E’evidente, invece, che i problemi della maggioranza non sono stati risolti perché sono allo stesso tempo di valori e di programma e concorrono fortemente a quella instabilità di fondo che ha segnato in negativo le esperienze di governo del centro sinistra di questi anni, a livello nazionale regionale e locale.
In un contesto del genere, che naturalmente i numeri non possono nascondere, ci possono essere questioni specifiche ed il Piano urbanistico è sicuramente fra queste. La Giunta ha accettato passivamente di scriverlo traducendo alla lettera il “verbo” della Regione e ciò ha provocato uno sconquasso all’interno del Consiglio. Infatti, a prescindere dalle diverse opinioni politiche, è inaccettabile che la materia della programmazione del territorio sia interamente “delegata” alla Giunta Regionale da un lato ed alla Giunta comunale dall’altro obbligando la maggioranza a non presentare neppure un emendamento, anzi a ritirarli tutti, per “superiori ragioni politiche”. E non si dica che il problema potrà essere affrontato in sede di osservazioni dei cittadini perché, se certi emendamenti non sono ritenuti “coerenti” con la filosofia del Piano non si vede come questa “coerenza” si possa ritrovare sugli stessi argomenti, solo in quanto proposti dai cittadini o categorie organizzate.
C’è in definitiva una questione di democrazia sostanziale e di ruolo del Consiglio che continuerà a pesare su questo mandato amministrativo. Ed hanno fatto a mio avviso un grave errore a sottovalutarla gli intellettuali che hanno rivolto un appello al Sindaco e solo a lui, come se i Consiglieri non contassero nulla. Questo strampalato fine settimana di crisi sassarese lo ha dimostrato. Il Sindaco può pensare o dire quello che vuole ma non può fare a meno del sostegno della “sua” maggioranza. Tanto è vero che le dimissioni, sia pure “virtuali”, c’erano finchè sono mancate le firme e sono rientrate quando le firme hanno raggiunto, diciamo, “il minimo vitale”.
Il problema è proprio sulla presunta “vitalità ” di questi numeri, dato che piccole vicende quotidiane imporranno al Sindaco di essere sempre presente in aula per votare e, magari, anche al Presidente del Consiglio di violare la regola aurea dell’imparzialità costringendolo ad esprimere il voto su questa o quella pratica. In altri termini, si può anche ritenere che nel famigerato fine settimana di crisi non sia successo niente, tanto da ora in poi potrà succedere di tutto.
Forse è il caso di pensare, inoltre, proprio adesso che si parla di riforme istituzionali, a rivedere il meccanismo delle dimissioni del Sindaco e dei 20 giorni di “riflessione” (nei quali si susseguono contatti e accordi non trasparenti) previsto dalla legge sulla elezione diretta. Ricordo, in proposito, che il progetto di riforma costituzionale presentato dal centro destra e purtroppo respinto dal referendum del 2005, prevedeva che il Presidente del Consiglio dei Ministri dimissionario potesse essere sostituito (solo) da un altro esponente della stessa maggioranza a seguito del voto di fiducia della “cosiddetta” Camera alta. Può essere una soluzione e se ne possono trovare anche altre ma credo che sarebbe utile iniziare a discuterne”.
On. Nanni Moro
Consigliere Regionale
di Alleanza Nazionale - PdL


