La crisi sembra miracolosamente risolta in quattro giorni

Sassari: per Ganau le dimissioni si minacciano, ma non si danno

Martedì 10 Giugno 2008 17.28

Palazzo Ducale scoppia di salute. Delle due l’una : o si era esagerato sulle condizioni del paziente o la diagnosi successiva non è delle più accreditate. Ganau non ricomincia da tre, ma da quattro: tanti sono, infatti, i consiglieri comunali che hanno fatto marcia indietro assicurando tranquillità e serenità alla maggioranza. Tutto si e’ sviluppato a ridosso del dibattito sul Puc in Consiglio comunale. Non su un tema di secondaria importanza, a ben vedere.
Venivano chieste consistenti modifiche di programmazione urbanistica e tutti ben sappiano quanto peso politico abbia l’argomento in tema di cubature. Com’è risaputo in politica le cose vere non si spiegano : si intuiscono. Cioè a dire, su quanto accaduto a Palazzo Ducale necessita affidarsi all’intuizione. Recuperati quattro consiglieri, la maggioranza viaggia verso la costruzione; abbandonata l’idea di fare ricorso a risorse targate opposizione. Quindi siamo all’armonia ritrovata che non nasce dalla linearità dei comportamenti, ma dai contrasti. In verità i sogni della maggioranza a Palazzo Ducale non sono mai stati tranquilli fin dall’avvio del mandato e, coerentemente, hanno conosciuto forti sussulti. In sostanza Ganau dorme nel letto che si era preparato. E quel letto, lo si e’ capito subito, era troppo piccolo per farci stare le variegate anime dell’ex Udeur. Il Puc è stato l’ultimo anello di una catena che chiedeva di essere oleata con maggior frequenza: vedi incarichi, assessorati, espulsioni, cambi di marcia, emendamenti da non sottovalutare. In questi tre anni si e’ passati dalla sala rianimazione al reparto: ma sempre in ospedale si resta. In questi giorni non sono mancati gli interventi (spontanei?) di politici, operatori, mezzi di informazione. Potevano mancare gli intellettuali con tanto di appello e firma? Giammai: detto – fatto. Il documento viene elaborato di domenica e fra i firmatari non mancano i destinatari di corposi incarichi professionali. Potevano evitarsela? Dovevano. Ci si interroga sulla volontà reale di Ganau di ufficializzare le dimissioni: una vera minaccia – ponte, se è vero, come è vero, che si è concesso ben quattro giorni di “pensatoio”. Secondo un vecchio schema, targato Prima repubblica, Ganau ha applicato la regola “che le dimissioni si minacciano, ma non si danno”. Poco importa se le dimissioni vanno annoverate come atti che preludono un chiarimento pubblico a collocazione istituzionale, il dovere di far capire, il coraggio di esporre le problematiche che portano ad una crisi politica. Nulla di tutto questo : un incontro con i “ ribelli “, un documento degli stessi per smorzare i toni della contesa, una presa d’atto del sindaco e ,voila’, si ricomincia. Parafrasando Troisi : si ricomincia da quattro….

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