I vertici di Confcommercio hanno evidenziato i ritardi e la trascuratezza della Regione

Incontro fra Confcommercio e Regione

Lunedì 9 Giugno 2008 18.00

confcommercio.jpg“Il terziario di mercato svolge un ruolo determinante per lo sviluppo economico ed occupazionale, ma la politica regionale non sembra voler tenere nella giusta considerazione i problemi del comparto”. Nasce da queste premesse l’incontro che si è svolto a Sassari, nella sede di corso Pascoli, tra i dirigenti di Confcommercio Sassari-Gallura, il presidente del Consiglio regionale Giacomo Spissu e l’assessore regionale al commercio e turismo Luisa Anna Depau.
Un confronto a tutto campo, impostato su un piano di concretezza, che ha dato modo agli esponenti di Confcommercio di evidenziare i ritardi della Regione sui nodi ancora irrisolti che condizionano lo sviluppo dei settori rappresentati.
Al presidente dell’Organizzazione Gavino Sini il compito di esporre la “piattaforma” rivendicativa, partendo dai numeri del comparto in Sardegna: 44.909 imprese e 103.000 addetti nel settore commercio, di cui 55.000 dipendenti e 48.000 indipendenti tra titolari e soci; 1.164 strutture ricettive classificate con circa 11 milioni di presenze turistiche; 7.062 pubblici esercizi; 26.572 imprese dei servizi.
“Sono numeri - ha sottolineato Sini - che testimoniano la rilevanza del comparto in termini di imprese e di addetti, eppure ancora oggi mancano un piano strategico per il commercio isolano, un piano di politica turistica e un provvedimento legislativo organico per un settore innovativo e in continua crescita quale è quello dei servizi”.
Ma veniamo ai punti nodali, evidenziati da Gavino Sini e dagli altri dirigenti di Confcommercio:
Piano grandi strutture di vendita per arginarne la proliferazione
La recente prima approvazione del Piano per le grandi strutture pone dei problemi che solo in parte possono essere risolti con il “contingentamento” delle nuove grandi strutture.
Episodi recenti hanno, infatti, evidenziato che solo una nuova programmazione urbanistica può evitare l’ulteriore proliferazione dei “parchi commerciali”.
Mancano, in tal senso, le direttive regionali ai Comuni che una volta per tutte facciano chiarezza sulla materia ed impediscano di creare, con accorpamenti vari, dei centri commerciali di fatto molto più pericolosi e con un impatto devastante per il tessuto urbano, proprio perché non programmati e privi di servizi ed infrastrutture.
Occorre, altresì, stralciare dal Piano il censimento delle medie Strutture autorizzate ed in via di realizzazione a Sassari, per evitare che tale censimento costituisca in qualche modo “riconoscimento” indebito di “centri commerciali di fatto”.
Appare, infine, priva di motivazione e del tutto discutibile la previsione regionale relativa all’insediamento di una grande struttura di vendita di 20.000 mq. senza che peraltro se ne individui l’esatta localizzazione.
Centri commerciali naturali
Le ultime Direttive regionali hanno definito meglio gli ambiti operativi dei Centri commerciali naturali, facendo compiere loro un salto di qualità rispetto ai tradizionali “consorzi di via”.
Ma la Confcommercio ritiene che si sia ancora lontani dalla loro trasformazione in strumenti di reale riqualificazione, valorizzazione e promozione dei centri urbani.
Occorrono, invece, la creazione di organismi di coordinamento pubblico-privato di secondo livello, la dotazione di risorse piĂą adeguate per incentivare gli assi commerciali e definire interventi di tipo strutturale per migliorare la rete distributiva.
Aperture domenicali e festive
L’attuale formulazione della legge per quanto riguarda gli obblighi di chiusura in determinate ricorrenze e festività è insoddisfacente come dimostrano le recenti polemiche e i problemi emersi nelle città turistiche. E’ indispensabile demandare la regolamentazione della materia alla concertazione tra le amministrazioni locali e le parti interessate, senza vincoli di sorta.
Abusivismo commerciale
Si rendono necessari provvedimenti idonei a fronteggiare il dilagante abusivismo commerciale nelle sue piĂą svariate forme e occorre rivedere la materia della somministrazione negli agriturismi, definendo standard di qualitĂ  e criteri operativi che impediscano forme di concorrenza sleale verso gli esercizi della ristorazione.
Carburanti stradali ed editoria
Mancano ancora le rispettive leggi di settore. Occorre riconvocare - come sottolineato dal presidente dei distributori carburanti Italo Fara - i tavoli tecnici di concertazione per proporre nuove normative, che tengano conto delle realtĂ  locali.
Incentivi alle imprese e ruolo dei Consorzi Fidi
Il presidente del Confidi commercio Salvatore Desole ha ribadito che i consorzi fidi devono essere chiamati a prestare garanzie “dirette” a favore delle imprese meno dotate di una propria capacità di indebitamento che hanno difficoltà ad accedere al credito a condizioni accettabili.
La soluzione proposta è la creazione di un “Fondo di rotazione” cofinanziato dalla Regione. Tale obiettivo appare oggi ancora più importante se si considera che diverse imprese non hanno potuto accedere ai benefici della legge regionale 9/02, in quanto ritenute dagli istituti di credito prive di adeguate garanzie, pur in presenza di progetti validi. Necessitano, quindi, i provvedimenti attuativi per l’immediato utilizzo del fondo di tre milioni di euro previsto dall’ultima Finanziaria regionale (che consente l’abbattimento di circa 1 punto di interesse sui fidi) e l’ulteriore reperimento di 6-7 milioni di euro per attenuare il costo del denaro a favore di piccole imprese, falcidiate non solo dalla crisi dei consumi, ma anche dalla durata esasperante dei diversi cantieri in corso.
Al riguardo, ha sottolineato il presidente della Confcommercio territoriale di Sassari Alberto Cossu, resta grave il fatto che non si sia approvata in Sardegna una legge analoga a quelle attivate in Piemonte e in altre regioni per fronteggiare le emergenze causate dai lavori pubblici.
Patto produzione-distribuzione e percorsi formativi
L’impegno profuso dalla distribuzione organizzata isolana nella realizzazione di “Centrale Sardegna”, che mette insieme, per la prima volta, la produzione e la distribuzione al fine di incentivare il consumo dei prodotti sardi creando nuovi sbocchi occupazionali nei rispettivi comparti, è stato sottolineato dal presidente del settore Rinaldo Carta, il quale ha richiamato la Regione ad essere più attiva nell’ambito del progetto e a sostenere i percorsi formativi dei giovani da assumere.
Piano di politica del turismo e interventi per il rilancio del settore
Ampio rilievo nell’ambito del confronto dei dirigenti di Confcommercio con gli esponenti della Regione è stato riservato ai temi del turismo. Al riguardo, il presidente di Confturismo nord Sardegna, Giorgio Macciocu, ha rimarcato che, in un momento di forte competizione del mercato, il settore sconta ritardi operativi e l’assenza di un piano di politica turistica a vasto raggio.
“Sono interamente condivisi i valori della tutela ambientale e del turismo sostenibile - ha affermato Macciocu - ma è innegabile che le cosiddette “tasse sul lusso” e l’introduzione della imposta di soggiorno non abbiano giocato a favore della immagine della Sardegna, della ricettività isolana, del settore nautico e della rete portuale turistica”.
Tra l’altro, è emerso dal confronto che l’incertezza delle norme di attuazione del Piano Paesaggistico Regionale ha frenato le indispensabili ristrutturazioni ed il potenziamento delle strutture turistico-ricettive e delle altre strutture di servizio. Così come le continue variazioni nella disciplina e negli oneri di concessione per l’utilizzo dei litorali per attività balneari e demaniali penalizzano fortemente la categoria e rendono impossibile ogni investimento.
Circa l’organizzazione pubblica del settore, sono stati evidenziati i ritardi da colmare, dato che il pur necessario scioglimento dei vecchi enti di promozione turistica non ha visto entrare in campo una efficiente Agenzia Turistica Regionale, né un adeguato sostegno ai Sistemi Turistici Locali.
Occorre, inoltre, estendere la continuitĂ  territoriale a tutti i passeggeri, migliorare i collegamenti interni e velocizzare le procedure di riqualificazione delle strutture ricettive esistenti anche alla luce delle opportunitĂ  del G8.
Dal canto loro, il presidente Giacomo Spissu e l’assessore Luisa Anna Depau, confermando di voler rafforzare l’interlocuzione con le associazioni di categoria, parlando dei centri commerciali naturali e dei centri di assistenza tecnica (Cat), hanno riconosciuto la modesta entità delle risorse disponibili.
In relazione al piano delle grandi strutture di vendita, gli esponenti della Regione hanno tenuto a evidenziare che, in linea con le istanze avanzate dalla Confcommercio, è derivato il blocco di nuovi insediamenti nel campo della distribuzione alimentare, mentre sussistono ancora margini di trattativa per le nuove superfici nell’ambito del “non food” in vista dell’approvazione definitiva del piano. Il tavolo di confronto è comunque aperto.
Sui “tempi” del commercio e, in particolare, sulle giornate di chiusura obbligatoria degli esercizi, incalzati soprattutto dal presidente Confcommercio di Alghero Massimo Cadeddu, gli esponenti della Regione hanno concordato sull’opportunità che la materia sia demandata alla concertazione in ambito comunale, in modo da tener conto delle peculiari esigenze di ogni singola località.

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