Autunno caldo in vista, Ryanair lascia lo scalo algherese
Goodbye Alghero… gli inglesi vanno via
Martedì 20 Maggio 2008 17.17Sembra proprio che la pacchia sia finita. Gli inglesi se vanno, come i lungimiranti avevano previsto già da quando erano arrivati in massa ad Alghero. La loro presenza aveva fatto impazzire il mercato immobiliare, con aumenti folli dei prezzi delle case, a danno dei residenti, ovviamente, e con gongolamento della Sogeaal. Sembrava che fosse per sempre, ma anche uno sprovveduto sa che sono fasi, cicli, che Alghero, come altri territori hanno già vissuto. Soprattutto si è tralasciato di impegnarsi per farli restare il più a lungo possibile. Perchè, oltre alla antieconomicità dei voli, risulta che uno dei motivi sia anche la mancanza dei servizi. E gli inglesi, si sa, sono cittadini del mondo, quindi ci hanno messo poco a cambiare rotta. Sono due gli ordini dei problemi. Il primo riguarda Alghero, la cui classe imprenditoriale turistica fa un gran parlare di se ma, tranne rari casi, aspetta la manna dal cielo, ragionando ancora troppo spesso con la logica di “massimo guadagnano con il minimo investimento†e aiuti dagli enti pubblici. La cultura dell’accoglienza e dell’imprenditorialità sono ancora lontane, tanto più l’unione vera fra gli operatori per essere concorrenziali nei prezzi, sia nella ristorazione che nella ricettività , e la mancanza di consorzi d’acquisto, per esempio, sono la prova lampante.
Il secondo ordine del problema riguarda la Sogeaal, che sui voli Ryanair ha costruito il prestigio di una, talvolta, discussa dirigenza. Qualcuno dovrebbe spiegarci perchè Ryanair sembra abbia intenzione di abbandonare Alghero ma non gli altri scali sardi. E ancora, se con il festante bollettino degli arrivi che ci è stato propinato per anni, la Sogeaal ha dovuto ricorrere sempre alla ricapitalizzazione da parte degli enti pubblici, oggi per salvare i posti di lavoro che ci proporranno? E poi, la Sogeaal, non aveva previsto il fatto? Qualunque managment lo avrebbe fatto. Ma forse quella della Sogeaal è tutta un’altra storia.


