L'operazione "Terra promessa" ha smantellato una rete che teneva prigioniere 20 ragazze
Giovani nigeriane ridotte in schiavitù, arrestati dai carabinieri i capi dell’organizzazione
Venerdì 16 Maggio 2008 17.20
Sgominata dai carabinieri di Sassari una rete di nigeriani che da anni gestiva una tratta di giovani donne connazionali, riducendole in schiavitù e costringendole a prostituirsi. E’ un commerciante nigeriano, Callistus Owuamanam, 45 anni, rivenditore di prodotti alimentari etnici a Olbia, il capo dell’organizzazione criminale che sfruttava le giovani africane. I militari del comando provinciale, in collaborazione con i colleghi di Olbia, Aglientu, Roma, Modena, Macerata e Ravenna hanno arrestato nove persone, tutte di nazionalità nigeriana, nell’ambito dell’operazione “Terra Promessa”. Cinque gli arresti in Sardegna: oltre al boss, Callistus Owuamanam, sono finite in carcere quattro donne, le “maman” che tenevano sotto ricatto le giovani prostitute. Gli arrestati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di esseri umani, riduzione in schiavitù, tratta di persone, acquisto e alienazione di esseri umani, induzione, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Le ragazze venivano invitate dall’organizzazione in Sardegna con la prospettiva di un lavoro e poi costrette a prostituirsi dietro minaccia di ritorsioni alla famiglia nel Paese d’origine, messe in atto almeno in due occasioni, con case bruciate e familiari picchiati. Erano una ventina le donne che venivano sfruttate e fatte ruotare anche fuori dall’isola, venivano spostate in base alle richieste dello squallido mercato della prostituzione. L’organizzazione aveva la base a Olbia, ma era ramificata non solo nella penisola ma anche in Olanda, Gran Bretagna, Francia, Germania, Grecia, Turchia e Spagna. Secondo il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Paolo Carra, il capoluogo gallurese “è diventato il crocevia di organizzazioni di matrice nigeriana, albanese e romena che tiene in piedi il mercato della prostituzione, non solo a livello regionale ma che coinvolge anche il resto d’Italia”.
Gli arresti di oggi sono l’ultimo tassello dell’operazione che, nel marzo scorso ,aveva già fatto finire in carcere quattro nigeriani, due uomini e due donne pronti a fuggire all’estero, fermati a Serravalle Pistoiese dagli uomini del nucleo investigativo del comando provinciale di Sassari guidato dal capitano Giuseppe Urpi, oltre a una donna arrestata a Bergamo pochi giorni fa. L’operazione “Terra Promessa” era partita a fine 2006 dalla coraggiosa denuncia di una delle giovani sfruttate.


