Francesco Carboni (Sin. Arcobaleno): il Pd non fa opposizione a Berlusconi
Giovedì 15 Maggio 2008 15.47L’ex deputato dei Ds Francesco Carboni, attualmente dirigente della Sinistra Arcobaleno, commenta con una nota l’intervento alla Camera del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Pubblichiamo integralmente la nota di Francesco Carboni.
“Le dichiarazioni programmatiche lette dal presidente del consiglio alla Camera per ottenere il voto di fiducia al suo governo da quel ramo del Parlamento confermano le previsioni che ho espresso nella mia precedente nota; anzi, se possibile, le rendono ancora più cupe.
Il nuovo Berlusconi conferma tutte le negatività di quelli precedenti, con l’ulteriore pessimo tratto consegnatoci dalla remissione espressa dal Pd con l’intervento di Piero Fassino.
Berlusconi:
- dopo avere dato vita durante i suoi precedenti governi nella 14^ legislatura ad ogni sorta di aggressione nei confronti dell’opposizione: valgano per tutti la commissione Telecom - Serbia e la Mitrokin (della quale ho fatto parte nello scorcio finale di quella legislatura) costituite la prima con l’obiettivo di accusare falsamente Fassino, Prodi, e Dini (chiamati dal superteste Igor Marini cicogna, mortadella e ranocchio) di avere intascato tangenti; la seconda (con la presidenza del sen. Guzzanti) per ricostruire parte della storia anche del Pci sul falso ideologico e documentale (vedasi l’attività del consulente Scaramella);
- dopo avere tentato di comprare nella scorsa legislatura alcuni senatori raccomandando starlette televisive (con relativo procedimento penale tuttora in corso a carico suo e dell’ex d.g. della rai Saccà ), ora che è tornato al governo del paese con i peggiori mezzi parlamentari e con una campagna elettorale da imbonitore, promettendo:
- abbattimento dell’Ici: per i ricchi, poichè per il resto aveva già provveduto Prodi;
- sicurezza e certezza della pena, con provvedimenti che si annunciano solo repressivi, talchè ne ha pubblicamente denunziato il fallimento il sen. Pisanu, già eccellente ministro dell’interno del suo precedente governo, giubilato perché inviso alla Lega per la sua azione ministeriale in proposito e per avere dimostrato forte senso delle istituzioni nella gestione delle elezioni del 2006, ora, si ripropone con la mano tesa verso l’opposizione che a tratti lo ha pure applaudito, inerme e remissiva, con la sola eccezione dell’Italia dei Valori che ha preannunziato invece un’inflessibile opposizione ad un governo inadeguato, ad un programma populista e demagogico ad un premier che sembra, ma non lo farà , voler dismettere le sue caratteristiche precipue che Massimo Giannini su Repubblica ha sintetizzato con l’usufrutto personale delle istituzioni, l’utilizzo congiunturale della Costituzione, il populismo mediatico al posto del riformismo politico, l’uso plebiscitario del Parlamento, l’abuso proprietario dello strumento televisivo.
Nella sostanza nulla è cambiato nell’ultimo Berlusconi poiché egli si è ben guardato di introdurre argomenti quali il conflitto di interessi e la legge sulle tv; ha invece parlato molto di sicurezza, di certezza della pena (tacendo che molto dipende dalle sue leggi vergogna in materia di giustizia), di federalismo (che il ministro Bossi ha già delineato come forte autonomia, al limite del separatismo, per non ricorrere ai fucili padani).
Niente altro.
Siamo al solo nel bon ton parlamentare come programma di governo e di opposizione: fare insieme legge elettorale e riforme costituzionali, delle quali ultime non vi è assoluta necessità se non per le mire leghiste, immemore il Pd dei precedenti parlamentari nella commissione presieduta dall’on. d’Alema nella 13^ legislatura.
Questa forma di opposizione è certamente non adeguata alla effettiva situazione parlamentare che deve affrontare e sostenere, cioè al vero Berlusconi; quella che esprimerà l’Italia dei Valori, per quanto forte nei temi e nei toni, non avrà la forza della consistenza numerica.
Occorre costruire l’opposizione nel paese, anche nelle forme e con gli strumenti indicati dall’on. d’Alema nella sua intervista sul Corriere della sera.
Fare bandiera dei temi della democrazia, della tutela dei diritti nei confronti di chiunque, della sicurezza per il lavoro e nel lavoro rivalutato come valore sociale e non come fatto economico, della rivalutazione della questione meridionale, della riproposizione della questione morale ora tanto più attuale considerati i curricula giudiziari e le pendenze di alcuni membri del governo a cominciare dal suo presidente. solo per citarne alcuni temi.
Bisogna incalzare il governo ombra sui temi che anche il Pd ha proposto in campagna elettorale, affinché l’opposizione al governo Berlusconi sia vera ed effettiva e non buonista.
Oggi le prospettive non sono rosee; la politica, però, ricomincia ogni giorno.
Anche per l’opposizione parlamentare”.
Francesco Carboni
deputato 13^ e 14^ legislatura

