Nuovi studi sulla spiaggia della Pelosa

Lunedì 28 Aprile 2008 15.59

Si chiama “correntometro” e consente di capire come si muovono le correnti e, indirettamente, l’intensità del trasporto dei sedimenti anche in funzione del moto ondoso. È il nuovo strumento che è stato posizionato nei giorni scorsi nel mare della Pelosa di Stintino. Il sofisticato apparecchio permetterà agli studiosi dell’Icram (Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare del Ministero dell’Ambiente) di studiare le cause e i meccanismi che hanno portato all’erosione della spiaggia gioiello del paese e della Sardegna. Questi nuovi sono finanziati dal Ministero dell’Ambiente, che ha messo a disposizione 300 mila euro per portare avanti le ricerche necessarie alla salvaguardia e alla corretta gestione di una tra le più importanti risorse naturalistiche della nostra isola.
A partire da domani invece, inizieranno le attività di monitoraggio periodico delle dune e dalla spiaggia, per verificare l’efficacia delle azioni delle passerelle e, eventualmente, la necessità di aggiungere o modificare le barriere frangivento che contengono e proteggono le dune.
La Pelosa intanto sarà anche al centro di un convegno nazionale che si terrà il prossimo maggio a Maratea. Gli studiosi dell’Icram presenteranno i primi risultati dello studio sulle variazione delle linee di riva della Pelosa nel tempo, effettuate con foto aeree, immagini satellitari e misurazioni di campo.

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