Il teatro Verdi tutto esaurito per Luca De Filippo

mercoledì 16 aprile 2008 21.11

“…Mo i sogni so’ tutti in malafede..” La rassegnata citazione del portiere Michele conclude e risolve la vicenda de “Le voci di dentro”, tarantella in tre atti di Edoardo de Filippo, andata in scena nella seconda replica al Teatro Verdi, martedì sera. Un pubblico gremito e affettuoso, quello sassarese, ha tributato a Luca, figlio di Edoardo, un’ovazione finale, con ripetuti applausi durante i tre atti, anche a scena aperta. Una produzione vista al Verdi, di grande teatro, realizzata dalla compagnia dell’attore regista partenopeo, Elledieffe Teatro di Roma. Due TIR e decine, le ore lavorate da tecnici e attrezzisti, per comporre una scena (curata con i costumi, da Enrico Job e Cristiana Lafayette) che sembrava dilatare il limitato spazio del palco e le quinte oltre il sipario. La sontuosa bellezza e la cura di particolari simulazioni ed effetti reali (pioggia, fuoco, giochi pirotecnici) sono valsi alla compagnia, il premio Olimpici del Teatro 2007.
La commedia Edoardiana, è la prosecuzione di una trilogia, comprendente “Napoli Milionaria!” ed un prossimo allestimento di “Filumena Marturano” che vedrà Lina Sastri al fianco di Luca De Filippo.
La regia di Francesco Rosi, disegna nella scrittura di Edoardo, la visione disillusa e pessimistica, nel filone ambiguo sospeso fra sogno è realtà, imperante nell’immediato dopo guerra di mezzo Novecento. La storia nasce e cresce nei sogni vissuti e dimenticati, di alcuni condomini di uno stabile del centro storico napoletano. Alberto Saporito (Luca De Filippo) accusa la famiglia Cimmaruta (Pasquale, il capo famiglia è il brillante Gigi Savoia) dell’omicidio di Aniello Amitrano, scomparso da più giorni dalla sua dimora. Su questa accusa infamante, frutto di un sogno così verosimile da confonderlo con la realtà, parte una serie d’ipotesi investigative e non che svelano strati psicologici, poco accessibili dell’animo umano. Uno studio nelle pieghe della dietrologia piccolo borghese, condotta dallo stravagante Saporito.Che sfidando rischi personali, supererà flutti e tranelli, prestandosi ad un duro gioco del “senno del poi”. La conclusione dura e amara consisterà nell’omicidio, tale solo nel sogno, tradotto nella realtà quotidiana, attraverso calunnie e sentenze, tese esclusivamente alla difesa di piccoli interessi, a danno della stima e del rispetto anche e soprattutto, di legami poco solubili, quali quelli di sangue. Pubblico incantato dalla prova corale dei quattordici attori in ribalta; altri colleghi locali, sparsi in platea hanno lungamente applaudito. Foyer affollato anche nell’avvicinarsi della mezzanotte per una stretta di mano e la richiesta di autografi al protagonista. Abituato a queste calorose accoglienze, Luca De Filippo si è soffermato con numerosi spettatori, prima di proseguire per Cagliari. Le repliche proseguono sino a sabato al teatro Alfieri.

Luigi Coppola

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