Enrico Daga: il modello turistico di Alghero è vecchio

Martedì 25 Marzo 2008 17.20

enrico-daga.jpgIl consigliere comunale del Pd, Enrico Daga, ha diffuso una sua articolata riflessione sulle diverse questioni che riguardano il comparto turistico algherese, in particolar modo il settore alberghiero, argomenti sui quali, a parere di Daga, dovrebbe essere convocato al piĂą presto un Consiglio comunale aperto. Pubblichiamo integralmente l’intervento di Enrico Daga.
“Gli interventi sulla stampa dei noti imprenditori Domenico Giorico e Giorgio Macciocu, di alcuni giorni or sono, hanno suscitato in me alcune riflessioni:
Il primo pensiero è rivolto a tutti quegli imprenditori che, come loro, operano nella filiera del turismo e che da troppi anni attendono una svolta. Una svolta, che deve essere figlia della presa d’atto che il modello turistico che Alghero offre sul mercato è obsoleto, superato da altre destinazioni del Mediterraneo, che operano in regimi di fiscalità e burocrazia assolutamente ottimali per incubare e sviluppare le imprese di settore.
E’ inutile, oltre che fuorviante, interrogarci sulla capacità che la classe dirigente di altri territori ( vedi La Maddalena ) ha dimostrato sul campo. Gli amministratori della Maddalena, infatti, hanno saputo ottenere quell’attenzione speciale, che si riserva a chi è in difficoltà, tanto da essere inseriti in un colossale progetto di riconversione dagli esiti immaginabili, dove gli operatori locali avranno una corsia privilegiata.
A coloro che, come Giorico e Macciocu, si domandano perché le deroghe alberghiere siano sempre negate, io rispondo: se c’è un piano strategico di sviluppo per i prossimi vent’anni, perché non si è provato a concretizzarlo, mettendo da parte le faziosità politiche, presentandoci uniti come classe dirigente, rivendicando il diritto di tutti, amministratori ed imprenditori, di costruire un’Alghero competitiva e al passo con i tempi?
Per contro, il conflitto che si è innescato tra l’attuale maggioranza al governo della città e la Regione, che dura da troppi anni, non ha fatto altro che acuire la gravità della situazione economica algherese, pregiudicando qualsiasi intento di modernizzazione.
La creazione di nuovi alberghi, il recupero e valorizzazione di quelli esistenti, il rapporto tra città e territorio, la tutela e valorizzazione dell’ambiente per uno sviluppo sostenibile, sono argomenti che troverebbero buona parte della loro sintesi nell’applicazione del fondamentale strumento di programmazione del territorio: il PUC. Che dev’ essere fatto dal comune!
Perché, seppur annunciato e sbandierato in tutte le campagne elettorali degli ultimi anni, il Piano urbanistico comunale,solo ora, forse, giungerà, “finalmente”, sotto la scure del commissariamento, sui tavoli della Regione per l’approvazione definitiva?
Mi chiedo, chi si assumerĂ  la responsabilitĂ  dei ritardi accumulati nel corso degli anni nei confronti del nostro territorio, dei nostri figli?
Eppure, l’Assessore all’Urbanistica Gian Valerio Sanna, ha invitato più volte i nostri amministratori ad un incontro operativo per affrontare e risolvere definitivamente il tema della riqualificazione e della modernizzazione dell’offerta turistica cittadina.
Le (oramai famose) deroghe alberghiere!
La maturitĂ  della classe dirigente di un territorio si contraddistingue nei momenti di difficoltĂ  e gli operatori e i cittadini Algheresi non possono piĂą aspettare i tempi di una politica miope.
Penso anche che gli imprenditori abbiano, al pari della politica, delle responsabilità. Le colpe non sono solo da una parte sola. Ma lasciamo da parte le beghe, pensiamo al futuro. Il futuro richiede scelte strategiche che prescindono da ruoli momentaneamente ricoperti, siano essi di natura istituzionale, che di altro genere. Questo significa che tutti sono chiamati a fare uno sforzo per riprogrammare la città ed il territorio nel suo complesso. E’ con questa logica che Alghero potrà tornare ad essere una delle capitali del turismo d’Europa.
Non ci interessa a chi andranno le medaglie, ciò che importa è che le future generazioni possano crescere sapendo che il loro futuro è qui.
Questa situazione necessiterebbe di una discussione approfondita e immediata, in una seduta di Consiglio Comunale aperto. Auspico che gli operatori del settore, colgano la mia proposta e si facciano portatori di una richiesta formale di convocazione del “Consiglio”, per discutere e provare a costruire insieme una linea condivisa di sviluppo che superi l’attuale stallo”.

Enrico Bachisio Daga

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