Allarme della Cisl sui trasporti

Venerdì 22 Febbraio 2008 17.17

Un grido di allarme disperato è stato lanciato questa mattina dalla FitCisl, la federazione che si occupa dei trasporti. “A dispetto dei numerosi proclami di Soru e dell’assessore Broccia le Ferrovie dello Stato stanno battendo la ritirata per quanto riguarda il trasporto delle merci sul ferro, se non ci sarà un intervento urgente la partita sarà persa completamente” ha detto il segretario territoriale Valerio Zoccheddu.
Il ritiro è già iniziato, dal 1 gennaio sono state eliminate diverse stazioni di arrivo delle merci, ne sono rimaste tre in tutta la Sardegna: Sassari, Chilivani e Cagliari. L’assurdo è che se una azienda vuole una consegna a Golfo Aranci vede addebitarsi un costo aggiuntivo di 200 euro per la tratta Chilivani-Golfo Aranci, anche se il carro ferroviario sbarca e rimane a Golfo Aranci. Ma il peggio deve ancora arrivare perchè, secondo la Cisl, dal 1 aprile ci sarà l’abbandono totale del trasporto merci su ferrovia. Un giochino che passa sotto gli occhi di una Regione incapace (nella migliore delle ipotesi!) e che mette a rischi circa 300 posti di lavoro, fra addetti diretti e indotto. Ma c’è dell’altro. Ci spostiamo ora sui bandi per l’acquisto degli autobus e dei mezzi ferroviari. La Regione ha scelto la formula “full service”. Vuol dire chele manutenzioni saranno affidate alle case costruttrici per 10 anni, rinnovabili. Conseguenza? Il taglio di oltre 150 posti di lavoro degli addetti alle manutenzioni e nessuna economia rilevante per le casse della Regione. Scelte davvero incomprensibili, come la riorganizzazione accentrata del trasporto pubblico locale, che prevede l’accorpamento di ogni decisione a Cagliari, che continuerà a favorire l’area metropolitana di Cagliari a discapito del Sassarese. Come dimenticare, poi, l’Anas, che gestisce in Sardegna circa 3.000 chilometri di strade? Per liberare da dubbi di campanilismo la Cisl fornisce i dati, si commentano da soli. In Sardegna ci sono 7 centri manutentori: 4 fanno capo a Cagliari con un carico di 1.700 km di strade e 358 fra cantonieri e capi cantonieri; 3 fanno capo a Sassari, con 1.250 km di strade e 65 fra cantonieri e capi cantonieri. Una sproporzione a evidente vantaggio del sud della Sardegna.” Le risorse economiche hanno privilegiato il sud dell’isola, perchè Sassari non è pienamente autonoma e operativa: questo è avvenuto e avviene ancora oggi volutamente e consapevolmente” denuncia la Cisl. Sulla questione trasporti la Cisl incontrerà presto le altre organizzazioni sindacali per elaborare un documento unitario , a cui seguiranno incontri con le associazioni imprenditoriali e i sindaci. Non ultima sarà coinvolta la Provincia, affinchè, finalmente, svolga il suo ruolo di rappresentanza nei confronti della Regione per tutelare il nostro territorio.

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