Al teatro Verdi la prosa di Dacia Maraini
Sabato 9 Febbraio 2008 11.14Domenica 10 e lunedì 11 febbraio, al Teatro Verdi di Sassari, andrà in scena “La lunga vita di Marianna Ucria” di Dacia Maraini, una produzione del Teatro Stabile di Catania. Per il quarto appuntamento sassarese della rassegna di prosa regionale, distribuita da Cedac Sardegna, la compagnia siciliana si affida ad un ricco cast in scena formato da: Mariella Lo Giudice, Luciano Virgilio con Marcello Perracchio e Pietro Contempo. Insieme a loro Ester Anzalone, Raffaella Bella, Giuseppe Bisicchia, Antonietta Carbonetti, Laura di Stefano, Evelyn Famà , Massimo Giustolisi, Silvio Laviano, Manuela Lomeo, Margherita Mignemi, Salvo Puglisi, Marco Sanna, Elena Sbardella, Davide Sbrogiò, Giorgia Torrisi, Manuela Ventura.
L’orario d’inizio degli spettacoli e previsto per le ore 21.00.
La lunga vita di Marianna Ucria, adattamento teatrale del romanzo omonimo, entrambi opera della scrittrice Dacia Maraini, narra la vicenda umana della duchessa Marianna Ucria di Fontanasalsa, sordomuta non per nascita ma per il trauma patito a causa di una violenza subita nell’infanzia. Marianna cresce in una grande famiglia palermitana nella prima metĂ del Settecento e ne ricorda le figure per lei emblematiche, insieme agli episodi salienti della sua “lunga vita”: un viaggio a Palermo col padre, che la fa assistere ad un’impiccagione sperando che recuperi la parola; il matrimonio imposto col fratello della madre; la morte della madre; la nascita del figlio maschio tanto atteso e la sua morte prematura, quasi contemporanea alla perdita del padre. Marianna si ritrova adulta, con quattro figli grandi, colta, rispettata ma con ancora tante domande senza risposta. Il marito muore; dal fratello Carlo scoprirĂ la ragione del suo silenzio, attraverso il racconto dello stupro subito a cinque anni proprio da quello zio che è stata costretta a sposare. Ma, soprattutto, conoscerĂ finalmente l’amore grazie ad un giovane servitore, Saro; e troverĂ nel pretore Camaleo la dolcezza di una grande intesa intellettuale. Ma l’inquietudine e la sete di vita e di conoscenza di Marianna la inducono a partire, abbandonando la Sicilia, lontano una societĂ spenta e retrograda per aprirsi al mondo. Come scrive l’autrice Dacia Maraini “la novitĂ del testo teatrale rispetto al romanzo sta nello sdoppiamento di Marianna, ora giovane che osserva se stessa invecchiata, ora anziana che rivolge lo sguardo sbalordito a una se stessa infantile e persa”. Ma non solo. Anche nell’uso del dialetto siciliano che “nel libro è stato limitato da questioni di comprensibilitĂ . Nel testo teatrale è stato rafforzato e reso ancora piĂą ritmico e pregnante perchĂ©, con l’irrompere del dialogo sulla scena, la lingua parlata prevale su quella scritta e si fa corpo autonomo, con le sue leggi spaziali e temporali”. Il testo teatrale diviene così, rispetto al romanzo,“una creazione assolutamente autonoma in una nuova forma, con nuovi sensi, nuovi valori, nuova bellezza, nuova verità ”. Un “teatro narrativo”, nel quale la storia della lunga vita di Marianna, il suo cammino di conoscenza, il romanzo della sua formazione e della magnifica affermazione di sĂ© “con” gli altri e “contro” gli altri, è diventato un piccolo pezzo della vita, pieno di amore e fatica, affetti e felicità ” di chi ha contribuito ha renderlo “buono e bello”: dal regista agli attori, vecchi e nuovi, dallo scenografo alla musicista. Lo spettacolo prevede repliche anche al teatro Alfieri di Cagliari dove è programmato dal 13 al 17 febbraio. Per le due serate di Sassari gli ultimi indecisi, potranno acquistare i biglietti direttamente al botteghino del teatro, nelle ore precedenti l’apertura del sipario.


