Al teatro Verdi di Sassari L’anima buona del Sezuan

Giovedì 31 Gennaio 2008 17.29

l.jpgDopo l’emozionante esordio sul caso Moro, torna a Sassari una rappresentazione prodotta dal Teatro Stabile della Sardegna, domenica e lunedì, alle 21, al Teatro Verdi di Sassari. Il secondo lavoro della compagnia cagliaritana, terzo appuntamento nel palinsesto Cedac di Sassari, è un testo classico di Bertolt Brecht, L’anima buona del Sezuan. La produzione s’avvale di otto attori fra i quali Isella Orchis, Cesare Saliu e Lia Careddu. In regia il gradito ritorno della collaudata coppia di attori registi, Enzo Vetrano e Stefano Randisi. Vetrano, palermitano, classe ’48  iniziò il suo lavoro di attore con Michele Perreira a Palermo. Nel 1974 è protagonista del Marat/Sade di Weiss e del Woyzeck di Büchner con la regia di Beppe Randazzo, con il quale fonda il teatro Daggide a Palermo. Con il Daggide realizza, tra gli altri, uno spettacolo di grande successo, Ubu re di Jarry, in cui interpreta la parte di Ubu. All’interno di questa esperienza di teatro di gruppo dà il via alla sua ricerca che si orienta verso il teatro d’attore, l’improvvisazione e l’idea della drammaturgia collettiva, privilegiando la scrittura scenica. Dal 1976 lavora con Stefano Randisi, dapprima in The Connection di J. Gelber (regia di Leo de Berardinis) per la cooperativa Nuova Scena di Bologna di cui diventa socio, e all’interno della quale nel 1983 forma una propria compagnia. Prosegue il suo sodalizio con Randisi, con il quale realizza molti progetti teatrali; tra i tanti la trilogia dedicata alla Sicilia, loro terra d’origine: Principe di Palagonia , Mata Hari a Palermo (premio Palermo per il Teatro 1988), L’isola dei beati (1988). È diretto da Randisi con Nestor Garay in Giardino d’autunno di D. Raznovich. Continua in parallelo a recitare con De Berardinis in L’impero della ghisa (1991), I giganti della montagna di Pirandello (premio Ubu 1993 come spettacolo dell’anno), Lear opera e Totò principe di Danimarca. Con Randisi dirige e interpreta Diablogues (1994) e Beethoven nel campo di barbabietole (1996) di R. Dubillard. È attore e coregista dello spettacolo Mondo di carta, dalle novelle di Pirandello.
Le note di regia ci dicono che le atmosfere, le suggestioni e i suoni di questo spettacolo saranno quelli di una Sardegna che impariamo a conoscere, uno scrigno misterioso e ammaliante come certa sua musica che diventa poesia. Vetrano e Randisi affrontano in questo testo, che è forse il più poetico della produzione brechtiana, liberandosi dal “brechtismo†e pur lasciandone intatta la cristallina metafora ideologica, l’abbandono dal “distacco recitativo†ed il socializzarsi dei personaggi, così esemplari e problematici. Aiuterà in questo percorso Wang, l’acquaiolo che fin dall’inizio dello spettacolo ci condurrà dentro la storia, e che, come un compagno spettatore, parteciperà delle gioie e delle sofferenze di Shen Te, la protagonista dell’algida vicenda. Con lei ci chiederà “una fine miglioreâ€.
La vendita dei biglietti disponibili per le serate sassaresi, sarà attiva nelle ore precedenti l’inizio dello spettacolo, direttamente al botteghino del teatro.

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