Pier Luigi Alvau recita Guido Gozzano
Domenica 13 Gennaio 2008 13.54
Lunedì 14 gennaio, nell’ambito della rassegna “I lunedì con la poesiaâ€, Pier Luigi Alvau proporrà un recital interamente dedicato all’opera di Guido Gozzano. L’appuntamento è sempre alle 20,30, nella sala della Fondazione Siotto, in via Marconi, ad Alghero. La rassegna, ormai al suo terzo anno di vita e proposta fin dal principio con caparbia sobrietà , prosegue il programma stabilito e finora anche apprezzato dal sempre più consistente settore di pubblico qualificato che è stato attratto e coinvolto da queste serate a tema.
È da riscontrare, obiettivamente, che i recitals di Pier Luigi Alvau stanno stimolando, soprattutto ad Alghero e nel territorio, il fiorire di altre iniziative che, col positivo intento di emulare la consolidata rassegna del lunedì, si cimentano nel proporre pubbliche letture (poetiche e non) con relative performances di autori ed interpreti, non solo locali, che necessitavano di un’iniziativa apripista per venir fuori e affacciarsi, più o meno timidamente, in pubblico.
“Sono fiero di aver spalancato una porta rimasta per troppo tempo socchiusa sino all’avvio della rassegna, dove in questi anni, oltre all’ampio ventaglio internazionale di autori proposti, ho inserito alcuni autori locali, le cui opere ritenute ho ritenuto degne di essere ascoltate almeno per un’intera serata†commenta Pier Luigi Alvau.
Info: Alguer-Cultura
tel. 349 3049093
e-mail: alguer.cultura@tiscali.it
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GUIDO GOZZANO
Principale rappresentante, assieme a Sorazzini, Govoni, Palazzeschi, Moretti, della scuola poetica detta dei Crepuscolari, il poeta e dandy torinese Guido Gozzano amava le tradizioni; amava rinnovare le tradizioni; amava gli ultimi sospiri delle antiche tradizioni. Tali elementi, contraddittori forse, si fusero nella sua poesia “crepuscolareâ€, densa di tenerezza per “le piccole cose†ed un’imponente ombra di decadenza all’italiana.
Guido Gustavo Gozzano nasce a Torino il 19 dicembre 1883. Di famiglia borghese benestante, trascorre i suoi primi vent’anni tra le numerose proprietà familiari. Frequenta l’università senza mai laurearsi in giurisprudenza. Collabora, poco più che ventenne, a varie riviste con prose e racconti, riscuotendo un discreto successo. Inizialmente ammiratore di Gabriele D’Annunzio, Gozzano scrive nel 1907 “La via del rifugioâ€, in cui imita chiaramente lo stile ridondante del Vate, seppur già attenuato da una certa aura malinconica e vaga, che sa di spleen e di irrispettoso trastullo.
Le cose cambiano radicalmente quando scopre d’avere il cosiddetto “mal sottile†(la tisi), e questo suo appuntamento con la morte incide profondamente nella seconda raccolta di poesie, che pubblica nel 1911“I Colloquiâ€, che riscuotono maggior successo della raccolta precedente, anche se dispiacciono a molti critici, che vi intuiscono un amaro di fondo ed allo stesso tempo una leggerezza svogliata che disturba non poco gli animi ottimisti ma chiusi dei piemontesi d’inizio secolo. Tra il 1907 ed il 1909 c’è la relazione con la poetessa Amalia Guglielminetti; tale relazione ha un carattere precipuamente mondano e letterario, più che di una vera relazione amorosa. I due avranno brevi incontri, in cui la poetessa spera ogni volta di conquistare il bel poeta, che da parte sua non pare intenzionato a farsi sedurre più di tanto.
La malinconica rassegnazione alla morte viene spazzata via da un breve miraggio di guarigione o di miglioramento, compiendo, all’età di trent’anni, un lungo viaggio in India; tiene in quei giorni una sorta di diario di bordo, del quale manda le pagine a pubblicare, a beneficio della Stampa torinese. Tuttavia l’agognata guarigione si rivela ben presto una bolla di sapone, e Gozzano deve interrompere il viaggio, tornando in patria più malato ma anche più rasserenato di prima.
Tra il ’15 ed il ’16 pare che Guido componga vari soggetti cinematografici per la casa produttrice Ambrosio, luminare del cinema muto di quegli anni.
Il poeta si spegne a Torino il 9 agosto 1916. Di Guido Gozzano è ricordata la “bella voceâ€, è tramandata una essenziale, garbata, gestualità . Di lui soprattutto, viene replicato il profilo di un “giovin signoreâ€, misurato ed elegante, signorilmente compito.
Appare però chiaro che Gozzano badava continuamente a cambiare le carte in tavola, a proporre di sé un identikit contraddittorio.
Il Gozzano ventenne era un assiduo frequentatore di teatri, sale da concerto, e soprattutto caffè. Capeggiando un ristretto gruppo di giovani intellettuali scapestrati, Guido si lanciava in scorribande notturne, commerci con le “cameristeâ€, visite alle attrici. Si presentava al Caffè Fiorio “elegantissimo e impeccabile tra noi goliardi, fantasticanti e dissipati†ricorda Calacaterra: “passava lunghe ore nei caffè, parlando di arte e di letteratura, di storia e filosofia… e intanto centellinava qualche liquore o assaporava a fior di labbra, con gesto raffinato, un poco d’assenzio, la ‘fata verdeamara’, che diceva dargli qualche dolcezza. Poi spesso si allontanava col fido suo Carlo Vallini per qualche avventura notturnaâ€.
(da: “Guido Gozzano, vita breve di un rispettabile bugiardoâ€, G. De Rienzo - Rizzoli 1982)
PROGRAMMA
Da LA VIA DEL RIFUGIO
LA VIA DEL RIFUGIO
LA DIFFERENZA
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IL GIURAMENTO
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IL GIOVENILE ERRORE
ELOGIO DEGLI AMORI ANCILLARI
IL GIOCO DEL SILENZIO
ALLE SOGLIE
LA SIGNORINA FELICITA OVVERO LA FELICITÀ
COCOTTE
IL REDUCE
TOTÒ MERÙMENI
Da LE FARFALLE
Epistole entomologiche
MONOGRAFIE DI VARIE SPECIE
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POESIE SPARSE
LA NOTTE SANTA
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LE GOLOSE
“HISTORIAâ€
A UN DEMAGOGO
PROLOGO

