Antonello Usai: il Parco che vorrei…
Lunedì 10 Dicembre 2007 13.08
Antonello Usai, neo presidente del Parco di Porto Conte illustra i suoi primi programmi per il futuro dell’ente. Antonello Usai è un politico di lunga data, ha ricoperto diversi incarichi, fra cui assessore regionale all’Agricoltura. Nato il 24 maggio del 1947, a Ploaghe, veterinario, è un dirigente pubblico, ed ha svolto importanti mansioni a livello regionale e nazionale.
D. Quanto l’ha disturbata il comportamento degli “amici” di An?
R. Devo dire che per la prima volta ho scoperto di essere paziente. Le polemiche non hanno scalfito la maggioranza nel suo interno, le idee e le linee guida del programma rimangono confermate. Per quanto riguarda, invece, le polemiche dell’opposizione ho qualche anno per non capire i soliti giochini che conoscono anche i bambini. E’ un vizio del centrosinistra che, quando le cariche vengono assegnate agli avversari si tratta di ” spartizione del potere clientelare”, quando invece, dove governano, spettano a loro, si tratta di “giusta rappresentanza delle parti”.
D. Che idea ha Antonello Usai del Parco?
R. Credo che il Parco di Porto Conte abbia cinque punti forza: a) l’aspetto naturalistico: è il risultato di quarant’anni di volontà politica degli algheresi di mantenere integra quella parte di territorio, considerandola un valore aggiunto per il turismo e non cedendo alle “sirene” che proponevano grattacieli in riva al mare ; b) l’aspetto didattico: la possibilità di far conoscere questo patrimonio ed educare al rispetto dell’ambiente, a partire dai bambini; c) l’aspetto scientifico: la ricerca scientifica, applicata all’ambiente e l’utilizzo di tecniche connesse; d) l’aspetto speleologico: l’individuazione di un percorso che, oltre alle Grotte di Nettuno, preveda la fruibilità della Grotta Verde e di tutto il sistema carsico, un patrimonio naturalistico che deve essere rivalutato e valorizzato; e) l’aspetto archeologico: all’interno del Parco vi sono importanti insediamenti archeologici, devono essere solo valorizzati e proposti in un circuito organizzato. Tutti queste risorse devono essere un sostegno per il turismo locale e per l’economia di Alghero, in pratica devono avere come riflesso un’occupazione stabile.
D. Belle idee, ma chi paga?
R. Quando ho accettato l’incarico non ho potuto fare a meno di pensare alle difficoltà , e ai fallimenti, che registrano i parchi in Sardegna. Per cui mi sono chiesto: ma saremo capaci di superare tanti problemi? Devo sottolineare che chi mi ha preceduto, Antonio Camerada, ha avviato una serie di progetti interessanti di cui si vedranno i benefici nel lungo tempo. E’ logico che dovranno essere coinvolte le istituzioni dall’Università alla Provincia, e la Regione, il Parco deve essere una scommessa che vede Alghero impegnata in prima persona ma che deve avere una ricaduta molto più ampia. Per cui sarà necessario avviare confronti con i Ministeri competenti e con l’Unione Europea, con accordi di programma precisi.
D. Faccia un esempio.
R. Per esempio il riconoscimento di un marchio su tutte le produzioni dell’agroalimentare che insistono sul Parco, esteso anche alle strutture ricettive
D. Quindi un coinvolgimento dei privati?
R. Non è detto che tutto debba ricadere sul pubblico, credo che si possano portare avanti progetti seri e fattibili che coinvolgano gli operatori turistici e le aziende dell’agroalimentare, che potrebbero usufruire del marchio comunitario, rispettando ovviamente alcuni parametri, per esempio, sulle produzioni biologiche, come già avviene di fatto.
Antonello Usai ha le idee chiare, si capisce che ha già una serie di azioni che gli frullano nella testa, ma che tiene per se. Certamente l’esperienza acquista attraverso la sua professione lo aiuterà a individuare canali e soluzioni per iniziare a costruire un sistema Parco che sia la gioia dei visitatori e dia prestigio e sollievo all’economia locale.

