Premio Magnani, domani si apre la mostra

Giovedì 29 Novembre 2007 14.07

giorgio-andreotta.jpgÈ stata presentata questa mattina nella sede Afarp, all’ex ospedale psichiatrico Rizzeddu, la quarta edizione del Premio Magnani, e la mostra che si inaugurerà domani alle 19, e resterà aperta sino al 30 dicembre al padiglione VI donne.
All’incontro sono intervenuti l’assessore alla cultura del comune di Sassari, Angela Mameli, la presidente dell’associazione Magnani, Caterina Ruiu, il presidente dell’Afarp, Angelo Pisuttu e la responsabile del progetto VI Donne, Lia Turtas.
Caterina Ruiu nel ricordare la figura di Marco Magnani ha evidenziato come Rizzeddu non sia un luogo deputato all’arte: qui gli artisti stanno facendo un lavoro specifico sul luogo. “Con questo progetto – ha spiegato invece l’assessore - si sta restituendo un luogo che per un secolo è stato fuori dalla cittĂ : un luogo di dolore volutamente dimenticato e di cui ancora nessuno parla”. Angelo Pisuttu ha rimarcato come sia necessario “creare motivi per portare la cittĂ  a Rizzeddu e superare il muro”. Lia Turtas ha illustrato il progetto.
VI Donne, titolo della manifestazione 2007, era il padiglione delle cosiddette donne calme alloggiate all’ospedale psichiatrico Rizzeddu di Sassari: oggi le strutture dell’ex manicomio sopravvissute all’antica funzione per la quale erano sorte a cavallo fra Ottocento e Novecento e immerse in oltre quattro ettari di verde e silenzio a due passi dal centro cittadino, continuano a esistere ai margini dell’attenzione pubblica.
Tuttavia al visitatore cui si offra l’occasione di osservarla, quest’area sa trasferire un’immancabile suggestione, alimentata da un forte impatto emotivo.
L’associazione Marco Magnani, a quattro anni dalla scomparsa del critico d’arte e intellettuale sassarese alla cui memoria è intitolata, ha scelto per dispiegare il proprio impegno legato al mondo dell’arte, questo luogo così fortemente connotato ma carico di un passato ancora solo in parte conosciuto: uno spazio che, per via del lungo rapporto di studiata, mutua indifferenza ed esclusione con la città e con la società civile, è rimasto finora largamente inesplorato.
Il Premio è andato al lavoro di tre artisti: Giorgio Andreotta Calò, Ana Maria Bresciani, Rory Logsdail, scelti dopo un’attenta selezione, da una commissione internazionale composta da tre critiche e curatrici: Mara Ambrozic, Irene Calderoni, Stella Santacatterina.
I tre artisti, dopo aver soggiornato per un breve periodo in loco nel mese di settembre (ciascuno di loro aveva a disposizione 15 giorni di residenza offerti dall’associazione), hanno progettato il proprio lavoro riflettendo sulla possibile interazione con lo spazio in questione cosĂŹ come esso si connota fisicamente e simbolicamente.
Ne sono scaturiti tre differenti e accattivanti interventi che saranno visitabili per un mese, fino al 30 dicembre, e ai quali, durante l’inaugurazione di venerdì prossimo non mancherà qualche colpo di scena.
Il Premio è consistito dunque proprio nella possibilità per i tre artisti indicati dalle tre curatrici, di realizzare l’opera a spese dell’associazione sassarese e di dar vita ad un percorso espositivo pensato appositamente per il luogo.

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