Sassari, il Comune deve accollarsi la TIA delle parrocchie e delle associazioni di volontariato
Lunedì 26 Novembre 2007 16.00
Le parrocchie e le associazioni di volontariato no profit non devono pagare la TIA, la tariffa di igiene ambientale. E’ la proposta avanzata dai consiglieri comunali del centrodestra del Comune di Sassari. Una proposta allargata e condivisa, almeno a parole, anche da alcuni esponenti della maggioranza che, però, per vari motivi non hanno partecipato alla conferenza stampa.L’emendamento, che sarà presentato alla commissione finanze, nasce dalla considerazione “dell’alto valore sociale nell’assistenza e nella cura degli ammalati, dei poveri, dei disabili, degli anziani e degli extracomunitari…considerato che queste iniziative spesso sopperiscono alla e carenze dei servizi pubblici, con conseguente notevole risparmio di risorse del bilancio”. Se infatti, venisse accettata questa proposta, ha spiegato il capogruppo di An Giancarlo Carta ” trattandosi di una tariffa non può essere esentata come la tassa, dovrebbe essere ripartita sui cittadini, per evitare ciò si propone all’amministrazione di accollarsene gli oneri”. In pratica, il Comune di Sassari dovrebbe spendere una cifra che oscilla fra 45 e i 50 mila euro che, per Antonello Desole “non manderebbero certo in rovina le casse comunali, ma bensì riconoscerebbero il lavoro svolto dalle associazione dalle parrocchie che sopperiscono gratuitamente alle mancanze della pubblica amministrazione”. Vi sono strutture, come l’oratorio del Latte Dolce e i salesiani a San Giorgio, che hanno spazi ampi per l’aggregazione giovanile, gratuitamente. ” Non è giusto che debbano pagare migliaia di euro di TIA quando svolgono una funzione encomiabile a favore dei più deboli in quartieri difficili ” ha rimarcato Piero Frau.


