Stabilizzati i lavoratori socialmente utili della Provincia
Mercoledì 31 Ottobre 2007 17.58
L’amministrazione provinciale ha stabilizzato i lavoratori socialmente utili in forza alla Provincia da anni. Sono diciotto i nuovi assunti dalla Multiss, la società di servizi della Provincia di Sassari, che ne detiene la totalità delle azioni. Il progetto di stabilizzazione, come quello già avviato dal Comune di Sassari e da altre amministrazioni sarde, usufruirà della copertura finanziaria della Regione per cinque anni , il 100% nei primi tre anni, il 75% nei restanti due. Soddisfazione degli amministratori provinciale. “La Provincia ha dato dimostrazione di sensibilità verso i gravi problemi dell’occupazione e della precarietà , questa è la politica attiva del lavoro, ha detto l’assessore al Lavoro, Salvatore Marino, ringraziando per il sostegno la competente commissione consiliare e in generale da tutto il consiglio. I lavoratori socialmente utili erano 20, ma 2 di loro hanno optato per l’autoimpiego. “Da 13 anni questi lavoratori si trovavano in una situazione precaria, oggi grazie ai contributi della Regione e alla stabilità della Multiss hanno la stabilità ” ha commentato Franco Borghetto, vicepresidente della Provincia e assessore al Personale. I lavoratori non andranno a “gravare” sulla Multiss, perchè saranno trasferite alla stessa ulteriori commesse di lavoro, in modo da potere garantire la sicurezza dei posti di lavoro, finiti gli anni del sostegno regionale.Soddisfatto il presidente della Multiss, Pino Tedde, tanto da affermare che questo è “l’atto più significativo del mio mandato”. Ovviamente commenti positivi anche da parte del presidente della Provincia, Alessandra Giudici, del presidente della commissione provinciale al lavoro, Nicola Sanna e dei rappresentanti sindacali. Questi ultimi hanno ribadito ai dirigenti della Multiss l’urgenza di formare e riqualificare il personale acquisito. Dei 18 lavoratori stabilizzati 5 ricopriranno ruoli impiegatizi, gli altri mansioni da operai. L’età media è di circa 45 anni, alcuni di loro andranno in pensione fra tre anni. Infine, inutile sottolineare la gioia dei lavoratori.


