Annunzio Cervi, il poeta dimenticato

Venerdì 28 Settembre 2007 12.48

annunzio-cervi.jpgSassari riscopre Annunzio Cervi. A quasi novant’anni dalla scomparsa, il poeta e intellettuale sassarese, fervido animatore della vita culturale partenopea del primo Novecento, due volte medaglia d’argento al valor militare, riconquista gli albori del passato grazie ad uno studio promosso dalla Biblioteca di Sardegna di Cargeghe, e firmato dalla studiosa cagliaritana Valeria Pusceddu.
Si intitola Il monello sardo. Annunzio Cervi, ritratto di un poeta il volume che la biblioteca cargeghese presenterà sabato 29 settembre alle 18,30 nel centro culturale del paese dell’hinterland sassarese e che per la prima volta, attraverso un ampio apparato critico e una nutrita documentazione inedita rinvenuta in archivi pubblici e privati di Napoli, Firenze e Verona, ricostruisce vita e opere del poeta sardo, nato a Sassari nel 1892 e morto nel 1918 all’età di ventisei anni sul fronte austriaco.
Alla presentazione, patrocinata dalla Provincia di Sassari e dai Comuni di Sassari e Cargeghe, parteciperanno il direttore della Biblioteca di Sardegna Corrado Piana, il giornalista Salvatore Tola e l’autrice dello studio Valeria Pusceddu, a cui seguiranno le comunicazioni scritte di Mauro Giancaspro, direttore della Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III” di Napoli, Alessandro Carandente, direttore della rivista “Secondo Tempo” della Marcus Edizioni di Napoli, e Agostino Contò, responsabile del Centro studi Internazionali “Lionello Fiumi” di Verona. Dopo la presentazione, alle 19,30, nella chiesa di Santa Croce di Cargeghe, si accenderanno i riflettori sul recital di parole e musica in omaggio all’opera di Annunzio Cervi con la partecipazione dell’attrice Lella Cucca, accompagnata dalla chitarra di Stefano Marrosu.
Il volume apre ufficialmente un calendario di iniziative editoriali e convegnistiche che la Biblioteca di Sardegna ha in programma, da qui al prossimo anno, per ricordare i novant’anni dalla scomparsa del celebre, ma ancora oggi poco celebrato, poeta sassarese.
Uno scrittore di spiccata vena carducciana, formatosi a Napoli alla corte del filologo Michele Kerbaker, che si segnalò come appassionato cultore dell’opera di Friedrich Nietzsche, animato sostenitore del “culte de moi” di Maurice Barrès e del personalismo di Henri Bergson e vivace collaboratore delle riviste letterarie «Il Monsignor Perrelli», «La Rassegna Critica», «Don Marzio», «Vela Latina» e «La Diana», in cui venne a contatto con illustri personalità del mondo artistico dell’epoca, da Eleonora Duse a Gherardo Marone, da Francesco Meriano a Lionello Fiumi. Un intellettuale che, come spiega l’autrice Valeria Pusceddu, «agli inizi del Novecento diventa uno dei massimi rappresentanti del rinnovamento letterario della città partenopea, realizzando con Ferdinando Russo la più importante rivista avanguardistica napoletana “Vela Latina” e rivelandosi, come redattore de “La Diana”, uno fra i più attivi giornalisti e fra i più decisi innovatori dell’epoca».
Ma è uno studio che va anche oltre il profilo artistico per indagare la sfera privata di un uomo dotato di personalità eclettica e valori fermi, che sa essere fedele patriota, valoroso soldato (entrato nell’Accademia militare di Torino e arruolatosi volontario nei bombardieri) e instancabile lavoratore.

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