Le dimissioni di Giuseppe Fadda e i malumori nell’Ulivo
lunedì 6 agosto 2007 12.06
Giuseppe Fadda (già assessore comunale e consigliere provinciale dei Ds)si è dimesso da segretario della sezione Gramsci dei Democratici di Sinistra di Alghero e da tutti gli organismi del partito.
“E’ una decisione sofferta ma è stata inevitabile perchè non condivido metodi e percorsi del nascente Partito Democratico” scrive Fadda.
Giuseppe Fadda non ha partecipato alla riunione dei giorni scorsi per la costituzione del comitato cittadino, seppure invitato perchè in dissenso con ” linguaggi e atteggiamenti divulgati in merito ai promotori di tali iniziative, mi dissocio da chi insinua che i partiti tradizionali “delle tessere” siano superati e mi meraviglio che tali affermazioni giungano da chi ha fatto tessere fino agli ultimi congressi e che da tali partiti abbia avuto ruolo e visibilità ”.
“E’ora di smetterla di utilizzare la parola nuovo, giovane e aperto: Veltroni, Rosi Bindi Enrico Letta e tutti coloro che a più livelli, così come ad Alghero,partecipano alla costituzione del PD non sono ne’ nuovi ne giovani ne’ aperti” prosegue Fadda.
Anche su Soru Fadda dice la sua. ” Ritengo inopportuno ogni possibile coinvolgimento in Sardegna di Renato Soru nel Partito Democratico, è la persona meno indicata, perchè la sua politica personalistica, senza un coinvolgimento collegiale, ha portato ad essere distanti dai problemi reali dei sardi, esasperando conflitti sociali: il vero socialismo riformista non fa la guerra ai ricchi, ma fa la guerra alla povertà , con scelte e politiche condivise” precisa Fadda.
Un addio amaro, quello di Fadda, che ringrazia quanti negli anni lo hanno sostenuto e sottolinea che non mancherà certo il suo impegno futuro, anche se fuori dal PD.
Ma quello di Fadda non sembrerebbe l’unico caso. E’ grande il malumore anche nel gruppo consiliare dell’Ulivo, i consiglieri Franco Calvia e Nina Ansini non concordano (e non sottoscrivono) molte scelte del capogruppo Vittorio Curedda, e così sembrerebbe stia facendo anche Gavino Scala. Una delle critiche mosse alla dirigenza dai consiglieri (e non solo) riguarderebbe la strategia politica, volta, secondo alcuni, al pensiero delle prossime regionali e alla rielezione del consigliere regionale Mario Bruno, priorità che non sembra gradita ai Ds.
