Nulvi si prepara a Sa essida
Martedì 31 Luglio 2007 19.00
E’ stata presentato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, il ricco programma del Ferragosto di Nulvi. Tante manifestazioni per tutto il mese di agosto, ma in particolare Sa essida de sos candhaleris, la piĂą importante manifestazione religiosa e culturale di Nulvi che, come ha ribadito il sindaco Roberto Luciano “risale al periodo della dominazione orientale ed è caratteristica per i numerosi riti ed eventi in onore della Beata Vergine Assunta, in particolare per la sfilata dei Candelieri, simbolo per eccellenza non soltanto della ricorrenza di metĂ agosto ma dell’intera cultura e tradizione nulvese”.Alla presentazione dell’evento hanno partecipato il presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici, il vice sindaco e assessore alla Cultura,Tiziana Manchia e il responsabile della comunicazione del Ferragosto nulvese, Giovanni Gavino Fois.
E’ il fascino trasmesso dai tre ceri a richiamare, ogni anno, centinaia di turisti in occasione della processione, nota come “Sa Essida de Sos Candhaleris”, che vede protagonisti il giallo degli agricoltori, l’azzurro degli artigiani e il verde degli allevatori, in rappresentanza delle tre antiche Corporazioni di arti e mestieri che costituivano, un tempo, le principali attivitĂ del paese.
I Candelieri, costruiti in legno e canne intrecciate, decorati con angeli e santi di cartapesta, rose e bandierine colorate, si presentano come “imponenti monumenti” che s’innalzano per circa otto metri d’altezza raggiungendo gli otto/nove quintali di peso, suddiviso fra fuso e tabernacolo.
Tali notevoli dimensioni richiedono l’impegno di un considerevole numero di portatori, che aumenta in conseguenza alle difficoltà che i vari tratti del percorso presentano (ai sedici uomini che lo trasportano sulle spalle si aggiungono gli addetti alle funi e ai cambi).
La sfilata ha inizio nel primo pomeriggio del 14 agosto quando i tre ceri vengono trasportati dalla Chiesetta di San Filippo Neri, il corteo percorre alcune vie storiche del paese, affrontando vari ostacoli e difficoltà che costringono i portatori a continue e spettacolari acrobazie, fino a giungere al momento più atteso noto come “Sa falada de Sos Candhaleris” (la discesa dei Candelieri).
Questo tratto molto ripido del tragitto che, fino a qualche tempo fa, a causa della presenza dei cavi elettrici veniva affrontato con i Candelieri “distesi”, ultimamente mette alla prova l’abilità dei portatori poiché, grazie alla completa rimozione degli ostacoli che impedivano il rispetto della tradizione, devono procedere sorreggendo i ceri in posizione eretta.
Il percorso de “Sa Essida” si conclude con l’ingresso dei Candelieri nella Cattedrale seguendo un ordine ben preciso (stabilito dopo l’esito di una lunga causa civile risalente agli anni compresi tra il 1844 e il 1848) che vede primo il candeliere degli agricoltori (riconosciuto come il gremio più antico), secondo quello degli artigiani e ultimo quello dei pastori.
I Candelieri restano in chiesa fino alla conclusione dei riti e dei festeggiamenti, che culminano all’ottava con lo scioglimento del voto che si rinnova, ogni anno, dal XVI secolo.
E’ nelle numerose carestie scoppiate nell’intera Sardegna, fra il 1400 ed il 1600, che si rintraccia l’origine di tale voto, quando si tentò di far fronte alla situazione non soltanto con la medicina ma servendosi anche del contributo religioso: in particolare, si chiese l’intercessione della Madonna affinché ponesse termine alla gravosa decimazione della popolazione.
Successivamente, con la dominazione aragonese la tradizione dei Candelieri si è persa in tutta la Sardegna e solo in pochissimi centri (Nulvi, Sassari, Ploaghe) è continuata, più o meno fedele negli anni, tanto che fra gli stessi Candelieri, sopravvissuti allo scorrere del tempo, si possono notare evidenti differenze estetiche.
Pubblichiamo il programma degli eventi e gli appuntamenti religiosi

